Tra le vittime colpite dalle conseguenze della pandemia di Covid-19 potrebbero esserci anche i combustibili fossili. Secondo un Rapporto di Carbon Tracker Initiative – un think tank ambientalista con sede a Londra – le compagnie fossili devono temere molto di più il coronavirus che Greta Thunberg.

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Rapporto Carbon Tracker Initiative

Anche se il settore era già in crisi ancora prima dell’irruzione del virus: la crescita della domanda totale di combustibili fossili rallentava dell’1% all’anno. In un precedente studio del 2018, Carbon Tracker aveva calcolato che la richiesta di fossili avrebbe raggiunto il picco nel 2023 a parità di crescita dell’innovazione tecnologica delle energie rinnovabiliLa crisi ha contagiato anche il settore finanziario, con la caduta dei prezzi delle azioni del 10% nell’ultimo decennio. Un settore, insomma, che stava diventando sempre più vulnerabile di concerto con l’aumento della percezione dei rischi legati ai cambiamenti climatici.

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