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Ecomondo, Enea premiata per cinque eco-innovazioni

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Ecomondo. L’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, è fra i vincitori del premio “I geni di Ecomondo 2019” di “Ecofuturo”, il festival delle migliori eco-innovazioni presentate alla 23ma edizione di Ecomondo,  in corso alla Fiera di Rimini fino a venerdì 8 novembre.

Il robot NAO aiuta a risparmiare energia a casa ma offre anche assistenza alla persona. Andrea Zanela (ENEA) ci spiega tutte le sue 'incredibili' abilità.

Pubblicato da ENEA – Agenzia nazionale su Martedì 5 novembre 2019

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Cinque eco-innovazioni Enea premiate:

  • il robot Nao che “suggerisce” l’uso efficiente dell’energia nelle case;
  • la bioplastica da scarti dell’industria casearia;
  • il toner per stampanti 3D ottenuto dalla plastica dei rifiuti elettrici ed elettronici;
  • il lampione intelligente;
  • un sistema di compostaggio hi-tech.

A ricevere il premio, il direttore del dipartimento Enea di Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali, Roberto Morabito.

“Questo riconoscimento – ha detto Morabito – rappresenta un nuovo stimolo per le nostre attività di ricerca e sviluppo di tecnologie innovative e servizi avanzati per le imprese, le pubbliche amministrazioni e per migliorare la vita delle persone”.

“Le cinque eco-innovazioni premiate – ha precisato – sono state realizzate grazie all’elevata competenza dei nostri ricercatori e tecnologi, alla disponibilità di laboratori e infrastrutture dedicate e, va sottolineato, grazie alla capacità di un approccio trasversale focalizzato sull’eco-innovazione di prodotto, di processo e di sistema”.

La selezione delle eco-invenzioni è stata fatta dal Comitato tecnico scientifico di “Ecofuturo festival“, composto da esperti che provengono dai principali atenei italiani e dal mondo della ricerca.

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Robot Nao:

Ecco il robot NAO in azione! Saluta, si muove e parla…e, soprattutto, è la grande 'star' del nostro stand (Pad.3 055)

Pubblicato da ENEA – Agenzia nazionale su Martedì 5 novembre 2019

Alto 60 centimetri per 5 chili di peso e 25 gradi di libertà, il robot Nao è in grado di “dare consigli” su come risparmiare energia e ridurre le bollette in casa.

Grazie a un sistema di sensori posti all’interno dell’abitazione e alle due telecamere di cui è dotato, Nao riesce a monitorare gli ambienti e a comunicare eventuali malfunzionamenti dei sistemi elettrici, termici o perdite d’acqua e di gas, in collegamento con l’impianto domotico.

Nao è una delle tecnologie sviluppate dal dipartimento tecnologie energetiche, divisione smart Energy.

 

Lampione intelligente:

Questo lampione, è in grado di assicurare risparmio energetico e al tempo stesso garantire comfort e sicurezza grazie alla capacità di regolare il flusso luminoso in funzione delle necessità rilevate da sensori ottici innovativi.

I sensori sono in grado di abilitare ulteriori servizi come la videosorveglianza, il monitoraggio dei flussi di traffico, le condizioni meteo e l’inquinamento acustico.

Grazie a queste caratteristiche, la rete di illuminazione pubblica potrebbe diventare un hub digitale della città per garantire l’abbattimento dei consumi di energia e una rete wi-fi pubblica diffusa.

 

Bioplastica da scarti:

Vaschette per formaggi e bottiglie per il latte sono i primi contenitori per alimenti in bioplastica 100 per cento biodegradabile e compostabile realizzati da Enea in collaborazione con la start-up pugliese EggPlant grazie al progetto Biocosì.

Già vincitrice del premio “Agrifoodmaker 2019” per l’innovazione nel settore dell’agricoltura e dell’alimentazione, promosso tra gli altri dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, il progetto Biocosì ha permesso di mettere a punto un innovativo processo che punta a riciclare circa l’80 per cento degli scarti della produzione industriale di burro e formaggi, attraverso il recupero differenziato di tutte le componenti del siero (sieroproteine/peptidi, lattosio, sali minerari ed acqua ultrapura) e a produrre bioplastica per la conservazione degli alimenti.

Questo processo eco-innovativo consente di tagliare di circa il 23 per cento il costo unitario di produzione e di dare una risposta alla problematica ‘plastiche’.

Ad oggi le bioplastiche rappresentano circa l’1 per cento dei 300 milioni di tonnellate di plastiche prodotte ogni anno in Europa e la European Bioplastics stima che la domanda crescerà del 50 per cento nel medio termine, da circa 4,2 milioni tonnellate del 2016 a 6,1 milioni nel 2021.

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Sistema di compostaggio hi-tech:

Il suo nome è Compostino, ed è un sistema smart e low cost per il monitoraggio, la sicurezza e l’igienicità del processo di compostaggio.

Utile per le imprese costruttrici di macchine compostatrici, per le Pubbliche amministrazioni che gestiscono gli impianti, per le scuole, i condomini, gli autoproduttori di compost e per gli artigiani “digitali”.

Si compone di un sistema hardware basato sulla piattaforma open source Arduino, di un network di sensori di controllo e monitoraggio dei parametri del compost, un sistema di sonde costruite con stampanti 3D e
una rete di trasmissione wireless dei dati, all’insegna dell’Internet of Things.

Tramite i sensori, Compostino acquisisce dati quali temperatura, emissioni (CO2 e ammoniaca), ma anche umidità e pH del compost e li trasmette via Bluetooth allo smartphone o a un database remoto.

 

Toner per stampanti 3D:

Dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) non si butta niente. Anzi, sono miniere di metalli preziosi e terre rare e poi dalla loro plastica si può ottenere un 'toner' per stampanti 3D. Questa è la ricerca ENEA. L' intervista a Federica Forte (Laboratorio Tecnologie per il Riuso, il Riciclo, il Recupero e la Valorizzazione di Rifiuti e Materiali).

Pubblicato da ENEA – Agenzia nazionale su Martedì 5 novembre 2019

Un “toner” per stampanti 3D ottenuto dalla plastica presente nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), con costi inferiori rispetto ai filamenti commerciali più comunemente utilizzati e benefici ambientali conseguenti alla valorizzazione economica del rifiuto.

Questo toner, è il risultato del progetto biennale condotto dall’Enea, nell’ambito di un accordo di collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, che punta a trovare un’alternativa green e più remunerativa rispetto al polimero maggiormente impiegato come filo di alimentazione delle stampanti 3D, vale a dire l’acrilo-butadiene stirene (Abs) vergine, che ha un costo di vendita tra i 20 e 50 euro al chilogrammo.

I polimeri rappresentano più del 50 per cento del peso della plastica presente nei Raee ma sono ancora in gran parte destinati al recupero energetico, alla discarica o in alternativa alla vendita a costi molto bassi (0,1-0,25 euro al kg).

Questo progetto risponde alle nuove esigenze previste dall’attuale normativa che prevede l’obbligo di recuperare in termini di materia e di energia, dal 75 all’85 per cento in peso di un dispositivo Raee inviato a trattamento.

 

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