Ecomafie, la Calabria ancora sul podio degli ecoreati

Ecomafie. Torna Trame, il Festival dei libri sulle mafie organizzato con il sostegno di Confcommercio, in programmazione a Lamezia Terme fino al 23 giugno.

Un ricco calendario di oltre cinquanta appuntamenti per questa nona edizione.

Tanti e diversi anche i temi di quest’anno che, complici i libri, saranno oggetto di confronto e dibattito nelle piazze e nei palazzi storici di Lamezia, come l’incontro con Stefano Ciafani, presidente di Legambiente che insieme a Rosy Battaglia, ha commentato in anteprima nazionale i dati del Rapporto Ecomafie che sarà presentato il 4 luglio a Roma.

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“La Calabria nel 2018 è la terza regione italiana per numero di ecoreati nel ciclo illegale dei rifiuti – ha detto Ciafani – l’8% dei reati infatti sono stati accertati in questa regione: si tratta di oltre 650 reati sui rifiuti. Oltre 1000 persone sono state denunciate e ci sono stati 12 arresti e circa 350 sequestri, praticamente parliamo di una discarica abusiva al giorno. La Calabria – aggiunge – sta anche facendo passi avanti: la raccolta differenziata aumenta e si stanno facendo notevoli sforzi per avviare al riciclo sempre più rifiuti. Una regione che dimostra di voler fare bene, ma che ha ancora tante criticità dovute sia alla disattenzione dei cittadini, sia ai Comuni, sia ai comportamenti degli imprenditori”.

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Ciafani continua su salute e sicurezza: “In questo Paese siamo continuamente oggetto di messaggi distorti che fanno sembrare una presunta minaccia quella dei migranti che non è fondata su alcun numero, facendola sembrare come una cosa prioritaria da fronteggiare con una non soluzione tra l’altro come la chiusura dei porti. In realtà sarebbe fondamentale in questo Paese raccontare quali siano le vere emergenze che gravano su tutti i cittadini. L’Italia ha 30 milioni di tonnellate di amianto nelle case di tutti i comuni, questo è un paese dove si smaltiscono illegalmente milioni di tonnellate di rifiuti speciali ogni anno e dove la metà delle popolazioni vive in aree dove l’aria è malsana e respirano malaria con sostanze inquinanti che portano alla morte prematura di 60mila persone ogni anno. Sono circa 5mila i morti per mancate bonifiche dell’amianto e nelle zone inquinate dai rifiuti industriali circa 17 mila persone. L’unico decreto sicurezza che dovrebbe approvare il Governo Italiano – conclude Ciafani – non è quello che è stato approvato dal Governo”.

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