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Ecogiustizia subito! Il flash mob di Legambiente: “Chi ha sversato quei dischetti in mare deve pagare”

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Chi inquina deve pagare! Sulla spiaggia Oasi Dunale di Capaccio-Paestum i volontari di Legambiente Campania con un flash mob ricordano lo sversamento in mare di milioni di dischetti di plastica nel 2018, arrivati fino in Francia e Spagna. 

“Ecogiustizia subito!”. Compare uno striscione sulla spiaggia Oasi Dunale di Capaccio-Paestum. I volontari di Legambiente hanno dato vita ad un flash mob per l’iniziativa di Spiagge e fondali puliti e richiamare l’attenzione sul processo per lo sversamento in mare di 130 milioni di dischetti di plastica dal depuratore di Capaccio Paestum.

L’episodio risale al 2018 quando milioni di filtri sono finiti in mare a causa di un cedimento strutturale della vasca di un depuratore del comune di Capaccio, riversandosi nel fiume Sele per poi confluire nel Mar Tirreno, dove per effetto delle correnti si sono distribuiti lungo le coste della Campania e del Lazio, fino a raggiungere il litorale meridionale della Toscana. Otto persone a processo per questo disastro ambientale: una decisione storica perché si tratta del primo processo che riguarda la plastica riversata in mare. Legambiente è stata ammessa come parte civile e l’udienza si terrà la prossima settimana. 

Dischetti di plastica in mare, otto persone a processo per disastro ambientale

“Chi inquina deve pagare e oggi questo può avvenire – commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania grazie alla legge 68/2015 sugli ecoreati, approvata nel 2015 dopo una battaglia ventennale dell’associazione, che prevede tra i nuovi delitti anche l’inquinamento e il disastro ambientale. Reati per i quali sette delle otto persone, un altro sarà giudicato con il rito abbreviato, sono state rinviate a giudizio per la vicenda dei dischetti di plastica dispersi in mare, uno scempio ambientale senza precedenti visto che i dischetti sono stati trovati non solo sulle coste italiane ma anche su quelle di altri paesi, tra cui Francia e Spagna. Per questo ci siamo costituiti parte civile affinché ecogiustizia sia fatta in nome del popolo inquinato e del mare.

Invasione di dischetti di plastica sulle spiagge dell’Isola d’Elba: un altro episodio che mette a rischio la fauna marina

E ancora tanta plastica è stata ritrovata durante la  pulizia della spiaggia di Capaccio a dimostrazione che l’inquinamento da plastica in mare e sulle spiagge, come denuncia Legambiente. resta, insieme all’emergenza climatica, l’altra grande questione ambientale e mondiale da affrontare con interventi e politiche mirate tenendo alta l’attenzione sul tema.

Legambiente, torna Spiagge e Fondali puliti: tutto quello che c’è da sapere

Nel report annuale Beach Litter per il 2021 i dati sono sempre più allarmanti: ogni 100 metri lineari ci sono, in media, 783 rifiuti, composti all’84% di plastica. Superata nettamente la soglia stabilita a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, che è di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri di costa. E come era facilmente prevedibile, tra i vari tipi di rifiuti compaiono in maniera considerevole guanti monouso e mascherine.

Beach Litter 2021, sulle spiagge italiane 783 rifiuti ogni 100 metri. L’84% è plastica, boom di guanti e mascherine

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