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ECOFORUM 2018, COSTA: “LAVORIAMO SU SUPERAMENTO OSTACOLI NORMATIVI CHE BLOCCANO END OF WASTE”

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Ecoforum 2018. Si è conclusa la seconda e ultima giornata della quinta edizione di “Ecoforum. L’economia circolare dei rifiuti”.

Il convegno organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, in collaborazione con il Conou (Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati).

Tante le imprese, i Consorzi di riciclo di imballaggi ed esempi di Buone pratiche presenti.

“L’economia circolare nel nostro Paese è già una realtà in diversi territori grazie al lavoro
prezioso di istituzioni, società pubbliche e aziende private virtuose. Ma per far decollare il settore serve rimuovere gli ostacoli non tecnologici ancora presenti nel nostro Paese” – afferma il presidente di Legambiente Stefano Ciafani.

Due tavoli più politici hanno caratterizzato la giornata di lavoro.

Al centro i temi del Green Procurement, Criteri Ambientali Minimi e la sfida dell’Economia circolare in Italia, soprattutto all’indomani dell’approvazione delle quattro direttive europee del  “Pacchetto economia circolare” che entreranno in vigore il prossimo 4 luglio.

Fondamentale resta il superamento delle barriere non tecnologiche con l’approvazione ad esempio dei tanto attesi Decreti “End of Waste”.

“Sui decreti End of Waste ci allineeremo e cambieremo la norma in base alla sentenza del Consiglio di Stato. Il tema è all’attenzione del mio ministero e si faranno i passaggi necessari per far partire questo percorso che e’ il nuovo paradigma ambientale dell’Italia” – ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

Un discorso a tutto tondo quello del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa che ha affrontato anche i temi dell’Ilva, dei controlli, delle ecomafie e dell’annunciato Decreto Terra dei Fuochi (che potrebbe subire uno slittamento).

“Non mi risulta. Arriviamo però prima al consiglio dei ministri che dovrebbe essere questa sera” – risponde Costa, facendo presente che si tratta al momento di un passaggio di competenza e non di assegnazione di risorse.

“Se non si sposta la competenza dall’agricoltura all’ambiente – osserva il ministro – il ministro dell’Ambiente non ha la penna per passare allo step due”.

Spostare la competenza significa anche “riconoscere che i prodotti agricoli sono sani. Quando si incardina un problema come quello della Terra dei fuochi presso il ministero dell’Agricoltura implicitamente si può dare una percezione negativa ai consumatori, cosa che non è. I prodotti sono sani, io e la mia famiglia li consumiamo”.

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