Cultura

EASTWOOD A VENEZIA, spot d’amore per la città.

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Venezia

Il regista americano ha iniziato le riprese del suo ultimo film

Di Robert de la Hoya
Venezia. Clint Eastwood è sbarcato con la moglie in Laguna, si è rilassato un paio di giorni in piscina all’hotel Cipriani sull’isola della Giudecca, poi il 14 agosto ha assistito ai provini delle 400 comparse del film The 15:17 to Paris che per tutta la settimana girerà sui set attrezzati in giro per la città.
A 87 anni, il 4 volte premio Oscar, dimostra ancora una energia alla Callaghan, l’ispettore che impersonò in una fortunata serie di film, e la scelta delle comparse (stipendio da 87 euro al giorno per 10 ore lavorative) lo ha visto intervenire a più riprese con indicazioni a mezza bocca, sempre decise e accurate.
Alto, dinoccolato, poche parole sempre affilate, nel vederlo all’opera riporta alla mente di chi lo ha amato nei film western delle Trilogia del dollaro di Sergio Leone, quel pistolero tanto abile quanto spietato, cinico e taciturno che spopolò nelle sale dei cinema italiani degli anni ’60.
Quel che colpisce di Eastwood è la sua estrema pignoleria nei dettagli. La sua accuratezza nel disporre le scene. La sua costante attenzione, ora dopo ora, all’evolversi delle riprese.
Ieri, giorno di ferragosto, la lasciato il Cipriani dopo un lauto pasto nel ristorante Oro, completamente riservato a lui e ai protagonisti del film, per trasferirsi all’hotel Gritti, più vicino al centro storico e ai luoghi dove si gireranno le riprese.
Sbaglia chi pensa che Venezia in questi giorni resterà chiusa al traffico. Eastwood infatti girerà molte scene tra la gente comune, in quella miscela di fiction e realtà, con comparse, figuranti e persone vere che creano quella atmosfera così viva e dinamica delle scene dei suoi film.
Si è iniziato sulla riva di Santa Lucia, davanti alla stazione ferroviaria, dove i protagonisti Anthony Sadler, Alek Skarlatos e Spencer Stone arrivarono realmente due anni orsono nella prima parte della loro vacanza che poi li avrebbe portati ad Amsterdam, prima di prendere il treno per Parigi in cui sventarono un attacco di terroristi jihadisti.
Alla fine dei provini, ogni comparsa aveva le sue indicazioni per la lunga sequenza all’uscita della stazione, con l’obbligo di vestirsi da turisti, abiti sobri, colori tenui, borse e possibilmente trolley al seguito, occhiali da sole, macchine fotografiche a tracolla (obbligatoriamente spente e senza schede digitali) con mappe già aperte.
Poi nel pomeriggio, con i tre attori che iniziano a visitare la città, si è navigato in centro storico sul vaporetto Actv messo a disposizione dal Comune che con una ordinanza ha messo a disposizione del regista anche una serie di pontili di attracco.
Raccontando la sua fortunata vicenda di attore, nata per caso presentandosi da comparsa su un set a Hollywood, Eastwood raccontò che non era per nulla convito di venire in Italia, per girare film western all’americana con lo sconosciuto Sergio Leone, ma si convinse sia per aver letto la sceneggiatura che si rifaceva all’epica di Yojimbo di Akira Kurosawa che aveva ammirato per I Magnifici Sette film fortunatissimo e che ebbe il merito di lanciare attori giovani che sarebbero diventate stelle di prima grandezza del cinema americano, come Steve McQueen, Charles Bronson e James Coburn. Ma soprattutto perché la produzione gli offrì di poter visitare la Penisola insieme alla prima moglie Maggie, soggiornando nelle città d’arte più famose tra cui Venezia.
Il primo pomeriggio vedrà le ultime scene della prima giornata a Palazzo Pisani, con i protagonisti e la troupe nel suggestivo chiostro del Conservatorio veneziano.
Il film, almeno in questa prima parte, si propone come un vero spot d’amore per la città e le sue bellezze storiche e paesaggistiche.

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