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Oggi è l’Earth overshoot day: abbiamo già esaurito le risorse del 2021. La data cade sempre più in anticipo

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La Terra raggiunge oggi, 29 luglio 2021, il cosiddetto overshoot day. Si tratta del giorno in cui si esauriscono le risorse rinnovabili che il nostro Pianeta è in grado di offrire nell’arco di un anno: una data che, ogni anno, cade sempre più in anticipo.

Oggi è l’Earth overshoot day, ovvero il giorno in cui si esauriscono le risorse rinnovabili che la Terra è in grado di offrire nell’arco di un anno. Questo significa che, da domani, inizieremo a sfruttare le risorse del 2022. Un segnale allarmante, anche alla luce del fatto che l’Earth overshoot day, ogni anno, arriva sempre più in anticipo. Lo scorso anno era giunto infatti il 22 agosto, anche se si è trattato di un’eccezione dovuto ai lockdown imposti dalla pandemia. Nel 1970, però, l’Earth overshoot day era il 29 dicembre.

 

Come segnala il Wwf, stiamo consumando l’equivalente di 1,6 pianeti all’anno, cifra che dovrebbe salire fino a due pianeti entro il 2030, in base alle tendenze attuali. Gianfranco Bologna, presidente onorario del Comitato scientifico di Wwf Italia, ha spiegato: “Il sovraconsumo globale è iniziato nei primi anni ’70, ora il debito ecologico accumulato risulta pari alla produzione di 18 anni della Terra. Il deficit ecologico globale è molto superiore a quello economico e senza una natura sana e vitale non possiamo avere gli elementi fondamentali che ci consentono, in primis, di respirare, bere e mangiare“.

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Il giorno dell’Earth overshoot day è calcolato dal Global Footprint Network sulla base della cosiddetta Impronta Ecologica, uno degli indicatori più completi per la contabilità delle risorse biologiche. Basata su 15mila dati per Paese all’anno, somma tutte le richieste delle persone per le aree biologicamente produttive (cibo, legname, fibre, sequestro del carbonio e sistemazione delle infrastrutture). Ad oggi, le emissioni di carbonio derivanti dalla combustione di combustibili fossili costituiscono il 61% dell’Impronta Ecologica dell’umanità.

Secondo il Wwf, esistono molte soluzioni per avere un impatto significativo sul tipo di futuro in cui investiamo: ad esempio ridurre l’impronta di carbonio del 50% sposterebbe la data di più di 90 giorni. Anche ciò che mangiamo è molto importante: l’80% delle estinzioni delle specie e degli habitat a livello globale dipende dagli attuali sistemi alimentari. Da oggi, sino all’inizio della Cop26, che inizierà tra 100 giorni, il sito 100DaysofPossibility presenterà ogni giorno una di queste soluzioni. Si tratta di esempi di opportunità che contribuiscono a spostare la data (#MoveTheDate) e che includono, ad esempio, la riduzione dei rifiuti alimentari, la gestione degli apparecchi di refrigerazione, i sistemi alimentari a filiera corta, l’energia intelligente, il cemento a basso contenuto di carbonio, politiche di sviluppo locale incentrate sul monitoraggio dell’impronta ecologica e l’ecoturismo a basso impatto ambientale.

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L’overshoot day varia da Paese a Paese in base alle risorse a disposizione. L’Italia lo ha già raggiunto il 13 maggio e da allora è in debito con la Terra per l’alimentazione, l’energia e altri prodotti che vengono importati. Nel mondo, il primo Paese a raggiungere l’overshoot day è stato il Qatar (9 febbraio), seguito da Emirati Arabi Uniti (7 marzo), Canada e Stati Uniti (14 marzo), Corea del Sud (5 aprile), Singapore (10 aprile), Israele (16 aprile), Russia (17 aprile), Germania (5 maggio), Giappone (6 maggio), Francia (7 maggio). La Cina ha raggiunto l’overshoot day il 7 giugno, mentre l’ultimo Paese a raggiungerlo sarà l’Indonesia (il 18 dicembre).

 

L’appuntamento, sempre più anticipato, con l’Earth overshoot day, deve essere un monito in vista della Cop26 co-organizzata da Italia e Gran Bretagna. L’obiettivo della conferenza annuale dell’Onu sul cambiamento climatico è quello di ottenere un accordo internazionale per la riduzione dei gas serra, fino al loro azzeramento entro il 2050. Senza questo obiettivo, difficilmente si potranno ridurre l’inquinamento globale ed il cambiamento climatico, con la conseguenza di assistere e subire eventi meteorologici sempre più estremi.

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