Greta Thunberg ha preso parte ad uno streaming per celebrare l’anniversario dell’Earth Day e chiedere ai governi uno sforzo congiunto per fronteggiare il coronavirus e l’emergenza climatica.

L’attivista svedese Greta Thunberg si è unita all’appello globale per mettere insieme le energie e combattere sia l’emergenza coronavirus che la crisi climatica, spiegando che il 50° anniversario dell’Earth Day rappresenta solamente l’inizio di una “nuova strada da percorrere“.

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La quarantena a livello globale sta portando ad una serie di conseguenze inattese per la natura: gli animali selvatici hanno ripreso a vagare per le strade e nelle grandi città di tutto il mondo sono stati avvistati cervi, lupi e perfino canguri, l’acqua di Venezia è tornata a splendere come un tempo mentre per la prima volta da decenni da alcune città indiane è possibile vedere l’Himalaya. La qualità dell’aria è migliorata anche in Cina: a Shanghai le emissioni sono calate di circa il 20% mentre a Wuhan, da dove è partita la pandemia, le emissioni sono scese di più di un terzo. Gli esperti temono che però questo calo sia momentaneo e si esaurirà una volta che le economie ripartiranno.

Per questo motivo Greta Thunberg si è unita ad un evento in streaming per celebrare la Giornata Mondiale della Terra, sostenendo che è fondamentale che i governi affrontino due crisi, quella del coronavirus e quella climatica: “Dobbiamo combattere due crisi in una volta sola. Che piaccia o no il mondo è cambiato, è completamente diverso da due mesi fa e probabilmente non sarà di nuovo lo stesso. Dobbiamo trovare una nuova strada da percorrere“. Il Segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto ai governi di usare la propria risposta economica per affrontare “l’emergenza più profonda” dei cambiamenti climatici: “Nella giornata della Terra tutte le attenzioni sono rivolte alla pandemia del COVID-19. Ma c’è un’altra crisi, persino più profonda, la crisi ambientale che sta colpendo il nostro pianeta”.

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Peter Betts, ex negoziatore per il Regno Unito e l’Unione Europea, sostiene che gli stimoli economici per fronteggiare il coronavirus dovranno essere “green” e a basse emissioni: “Il rischio, chiaramente, è che alcuni governi possano ottenere un grosso vantaggio facendo ripartire l’economia e riportando le persone al lavoro”. Il riferimento è al Presidente Donald Trump che vuole che gli Stati Uniti, e in particolare l’industria del gas e del petrolio, tornino a lavoro il primo possibile: “Non lasceremo mai affondare la grande industria americana del gas e del petrolio” ha twittato il Presidente.

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Secondo la World Meteorological Organization le emissioni nel 2020 scenderanno del 6% a causa del coronavirus, il calo più grande dalla Seconda guerra mondiale ma questo non sarà abbastanza per fermare i cambiamenti climatici: “Il COVID-19 potrà portare ad un calo temporaneo delle emissioni ma non può essere il sostituto di un’azione climatica”.

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