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Greenpeace invia uno sciame di 300 droni per chiedere ai leader del G7 di agire ora

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Arriva dal cielo un messaggio di Greenpeace per i leader delle più grandi economie mondiali riunite al vertice del G7. L’Organizzazione non governativa ambientalista e pacifista ha fatto volare nei cieli della Cornovaglia, nel Regno Unito (dove si tiene il Summit) uno sciame di 300 droni che hanno disegnato numerosi animali tridimensionali come tartarughe, balene e tigri luminose (per ricordare l’importanza di proteggere il Pianeta e la sua biodiversità), per poi unirsi e formare la scritta “ACT NOW”.

Obiettivo della straordinaria iniziativa è chiedere ai 7 leader di ‘agire subito’ per contrastare i cambiamenti climatici e ‘aumentare le loro ambizioni per affrontare la crisi del pianeta e della natura e di intraprendere azioni significative per fermare la devastazione che stanno causando’.

Nel nuovo spot di Greenpeace UK, il più grande sciame di droni che abbia mai occupato il cielo del Regno Unito è accompagnato dalla voce narrante di un bambino che chiede ai leader mondiali di agire per proteggere il pianeta ed i suoi abitanti: “Spero – dice – che non sia troppo tardi, spero che gli adulti si sveglino”.

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“Questo film è una bella fusione di arte, attivismo e tecnologia all’avanguardia, ma il suo messaggio è semplice – spiega Ariana Densham, della Campagna Clima di Greenpeace UK – i leader mondiali devono agire ora se vogliamo affrontare la crisi climatica e naturale. Il G7 non può essere un altro esercizio di definizione degli obiettivi che si traduce solo in tempo sprecato, politici che si battono il petto e  vuote promesse che potrebbero anche essere scritte sulla sabbia di Carbis Bay Beach. Servono impegni coraggiosi ma devono anche essere attuati con urgenza. I leader mondiali hanno il potere di affrontare le crisi crescenti e interconnesse che abbiamo di fronte, ma solo se agiscono adesso”.

Greenpeace chiede ai 7 leader di guidare una ripresa globale verde post-pandemia per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5° C e per evitare gli impatti più devastanti della crisi climatica.

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 “Questo include – sottolineano gli attivisti – un divieto immediato di tutti i nuovi progetti di combustibili fossili e una strategia per porre fine del tutto all’utilizzo di combustibili fossili, con un adeguato supporto per i lavoratori e le comunità per la transizione verso lavori nelle industrie verdi, come le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. La ripresa deve anche creare nuovi posti di lavoro verdi, affrontare le disuguaglianze e garantire che il vaccino per il Covid sia distribuito equamente”.

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