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DROGHE, RIPARTIAMO DA 7. LE PROPOSTE PER LE FORZE POLITICHE

Droghe ripartiamo da 7. Le proposte per le forze politiche.

Droghe, ripartiamo da 7.

Sette, come i sette punti che le associazioni e le organizzazioni sindacali, sociali ed economiche che in questi anni si sono riconosciute nel percorso del Cartello di Genova, propongono ai candidati e ai movimenti politici in vista delle prossime elezioni politiche del 4 marzo.

  • Completa revisione del Testo unico vigente sulle sostanze stupefacenti: in particolare delle previsioni sanzionatorie, penali e amministrative previste, sulla base della proposta di legge elaborata dalle associazioni che si riconoscono nel cartello di Genova e delle proposte di iniziativa popolare elaborate per la revisione della legge 309/90.
  • Messa a regime della regolamentazione nazionale sulla cannabis terapeutica: unico modo di garantire quel diritto alla salute fino ad oggi solo formalmente garantito a migliaia di pazienti che hanno trovato sollievo e cura nell’utilizzo della cannabis e che ancora oggi, sono costretti ad errare nel paese alla ricerca di farmaci prodotti ed importati in quantità assolutamente insufficiente.
  • Convocazione della Conferenza nazionale sulle droghe: a 9 anni dall’ultima convocazione, sede naturale e legale della valutazione e della innovazione delle politiche nazionali.
  • Piano d’azione sulle droghe: in netta discontinuità con il fallimentare approccio iper-punitivo che ha caratterizzato gli orientamenti espressi nel 2009-2010 e che includa la Riduzione del Danno (RdD) in accordo con il Piano nazionale AIDS e con il Piano d’azione europeo 2017-2020.
  • Rilancio dei servizi e della riduzione del danno: innovazione e potenziamento dei luoghi della cura, della socio-riabilitazione e accompagnamento alla prevenzione dei comportamenti a rischio e della presa in carico precoce, con l’avvio di progetti di ricerca finalizzati a conoscere le reali dinamiche dei consumi.
  • Dialogo con la società civile: ripristino di sedi di dialogo sulle politiche sulle droghe, non più attive a livello nazionale dal 2008, che coinvolgano sistema di intervento integrato; società civile; politica e istituzioni competenti. Nonché l’adozione di processi partecipativi che rispettino e rendano effettiva l’indicazione del Piano d’azione europeo, quando afferma che la società civile deve poter svolgere un ruolo nel processo decisionale, di monitoraggio e di valutazione delle politiche.
  • Vienna 2019: si chiede una chiara posizione dell’Italia nel contesto internazionale, in sintonia con il ruolo che l’Europa sta giocando in sede ONU per un dialogo aperto sulle politiche globali e sostenere la proposta in sede ONU di avviare una seria valutazione degli esiti di obiettivi e strategia fin qui adottate, sulla base delle evidenze e del rispetto dei diritti umani.
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