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Nuovo Dpcm. Conte: “3 fasce di rischio, limiti agli spostamenti e chiusura di mostre e musei”

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Dpcm. Limiti agli spostamenti, didattica a distanza per le scuole di secondo grado, chiuse mostre e musei a livello nazionale e centri commerciali nel weekend.

Il Presidente del Consiglio, dopo un nuovo incontro con Governatori, Anci e province, espone all’Assemblea di Montecitorio le nuove misure anti-Covid che saranno contenute nel Dpcm ancora allo studio di Palazzo Chigi.

Sono necessarie nuove restrizioni prima di mercoledì – afferma il premier, spiegando che “alla luce dell’ultimo report di venerdì e della situazione particolarmente critica in alcune regioni siamo costretti a intervenire in un’ottica di prudenza per mitigare il contagio con una strategia che va modulata sulle differenti criticità delle Regioni”.

Poi un richiamo a tutte le forze politiche: “nessuno può sentirsi esonerato da questa sfida di portata storica”.

“Nel prossimo Dpcm – spiega Conte – indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive. L’inserimento di una Regione avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute”.

Scenari che dovranno tener conto dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali.

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“La curva corre in ogni Continente – aggiunge il premier – l’Ue all’interno di un quadro globale è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi”.

“Il quadro epidemiologico – sottolinea il premier – è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni”.

Nel dpcm in arrivo, si prevede perciò ‘anche integralmente’ la didattica a distanza per le scuole di secondo grado. Per l’intero territorio nazionale intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre”.

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Al termine del suo intervento, la maggioranza presenta una risoluzione unitaria che impegna il Governo a:

  1. Adottare misure nazionale che consentano di mitigare il più possibile la crescita del contagio, anche al fine di alleviare il carico già molti pesante sul Sistema sanitario nazionale.
  2. Intervenire in costante confronto con le Regioni con misure restrittive crescenti, adeguate all’evoluzione della pandemia, che siano ispirate ai principi di massima precauzione, di proporzionalità e di adeguatezza, sulla base di parametri oggettivi che consentano di non sottovalutare la severità e l’imprevedibilità della pandemia stessa, che continua a crescere con preoccupante rapidità”.
  3. Potenziare le misure che consentano di analizzare i dati sui flussi di ingresso e uscita nei reparti del servizio sanitario, nonché la relativa capienza, anche differenziata su base territoriale, e tracciare tempestivamente, in modo completo ed efficace, le catene di trasmissione, al fine di realizzare un adeguato apparato di prevenzione del contagio e di rafforzamento ed efficientamento del servizio sanitario su tutto il territorio nazionale;
  4. Potenziare gli strumenti atti a consentire la diagnosi ed il trattamento precoce della patologia, anche prevedendo uno specifico piano di interventi che conduca a migliorare in maniera significativa, su tutto il territorio nazionale, la capacità delle strutture sanitarie di rispondere in modo adeguato all’emergenza, assicurando in tal modo la necessaria assistenza sanitaria;
  5. Verificare, avvalendosi del Comitato tecnico-scientifico, in considerazione dei dati epidemiologici che evidenziano una significativa crescita dei contagi dell’infezione da Covid-19 sull’intero territorio nazionale, la necessità di individuare ulteriori misure di prevenzione per il contrasto alla diffusione del virus, in linea con gli indirizzi che il Parlamento riterrà di formulare;
  6. Valutare l’opportunità di adottare misure ulteriori, anche di carattere automatico, differenziandole sulla base della gravità territoriale della diffusione del virus, anche a livello provinciale e/o comunale, in relazione alla sostenibilità del relativo servizio sanitario e prevedendo altresì il contestuale ristoro economico per i soggetti che verranno direttamente e indirettamente penalizzati;

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  7. Garantire, nelle aree territoriali in cui la soglia dell’indice Rt non risulti fuori controllo, la didattica in presenza, con particolare riferimento ai nidi, alle scuole per l’infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo grado, assicurando di conseguenza nel contempo screening periodici, tamponi veloci a personale scolastico, Ata e ad alunni;
  8. Predisporre misure volta a garantire la salute del personale e degli ospiti delle RSA e delle comunità residenziali e semiresidenziali predisponendo misure preventive come screening periodici;
  9. Valutare l’opportunità di un nuovo ricorso all’indebitamento – ai sensi dell’art. 81 Cost. – anche al fine di garantire e potenziare il sostegno al reddito ed ai lavoratori (precari, autonomi, partite Iva e PMI) dei settori produttivi dalla pandemia e ad integrare progressivamente tali misure con politiche volte alla creazione di un ambiente idoneo all’esercizio dell’attività di impresa e capace di generare un sensibile incremento occupazionale;
  10. Garantire il rafforzamento della Strategia europea per i vaccini, che permetta sviluppo, produzione e distribuzione di vaccini sicuri ed efficaci con un accesso equo, tempestivo e rigoroso per i cittadini europei, nonché a favorire ogni politica coordinata che fornisca una risposta europea comune alla pandemia, con informazioni obiettive sulla diffusione del virus e sugli sforzi efficaci per contenerlo;
  11. Assumere ogni decisione sul ricorso alla linea di credito sanitaria del MES solo a seguito di un preventivo ed apposito dibattito parlamentare e previa presentazione da parte del Governo di un’analisi dei fabbisogni e di un piano dettagliato dell’utilizzo degli eventuali finanziamenti.
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