Con il nuovo emendamento al Dl Fondone, a Ravenna arriva lo stop alle trivelle. Dal prossimo anno arriveranno i fondi per la nascita di un distretto marino ed un polo energetico rinnovabile per riconvertire le piattaforme di idrocarburi.

Una buona notizia: grazie ad un emendamento al Dl Fondone, stop alle trivelle al largo di Ravenna. Dal prossimo anno saranno infatti stanziati 70 milioni di fondi (20 nel 2033 e 25 nel 2023 e nel 2024) per creare un polo energetico rinnovabile per riconvertire le piattaforme di idrocarburi Oil and Gas e realizzare un distretto marino integrato. Con l’approvazione in Commissione Bilancio al Senato, le piattaforme di fotovoltaico galleggiante ed eolico ‘offshore’ sarà possibile produrre energia elettrica in maniera integrata e generare idrogeno verde tramite elettrolisi.

La riconversione delle piattaforme estrattive che hanno finito il loro ciclo di vita può essere una grande opportunità per Ravenna. Ne è convinto il sindaco Michele De Pascale, che all’Ansa ha spiegato: “Possiamo diventare un hub per tutto il Mediterraneo per i parchi eolici offshore, Ravenna può diventare capitale dell’energia anche in questo secolo. Ci siamo battuti per questo progetto e ringrazio per l’impegno i senatori Errani e Collina. Gli investimenti pubblici massicci per le rinnovabili possono portare a una vera transizione ecologica, garantendo anche posti di lavoro“.

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Il primo cittadino ravennate ha poi spiegato: “L’estrazione di metano continuerà in misura ridotta, ci sono piattaforme che continuano a funzionare e altri progetti estrattivi che sono stati recentemente sbloccati dal ministro Cingolani. Questo parco permetterà di dare nuova vita a piattaforme che avevano esaurito la loro attività e che potranno essere impiegate per produrre energia verde“.

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