PoliticaTerritorio

Dl Clima, via libera del Consiglio dei Ministri. Tutte le novità

Condividi

Clima. Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto clima.

Il provvedimento, fortemente voluto dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, è il primo decreto legge totalmente ambientale realizzato in Italia.

 

“E’ il primo atto normativo del nuovo governo – ha detto il ministro Costa – che inaugura il Green New Deal: il primo pilastro di un edificio le cui fondamenta sono la legge di bilancio e il Collegato ambientale, insieme alla legge Salvamare, in discussione alla Camera, e a ‘Cantiere ambiente’, all’esame del Senato. Tutto questo dimostra che il governo sta realizzando una solida impalcatura ambientale, che guarda all’Europa e al miglioramento della qualità della nostra vita quotidiana, con misure come il potenziamento della graduale riduzione delle infrazioni per le discariche abusive e per la depurazione delle acque, il bonus mobilità, la riforestazione urbana”.

Clima, i Fridays For Future preparano il quarto sciopero globale. Ecco le loro richieste

Esclusa dal testo, la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, inizialmente prevista nel decreto clima, è contemplata nella legge di bilancio.

“La nostra idea – ha precisato Costa – è fare un taglio costante negli anni, da qui al 2040, ma senza penalizzare nessuno. Con le necessarie limature e concertazioni cercheremo di dar luce al miglior provvedimento possibile, con l’obiettivo principale di tutelare l’ambiente, salvaguardando al tempo stesso il nostro sistema produttivo”.

Bologna, un’altra città italiana dichiara lo stato di emergenza climatica.

Ecco i punti principali del decreto:

  1. Buono mobilità: per le città e le aree sottoposte a infrazione europea sulla qualità dell’aria, sono stanziati fino a 1500 euro per la rottamazione dell’auto fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per i motocicli a due tempi. Per un totale di 255 milioni di euro. Con questo bonus saranno ridotte le emissioni climalteranti, per questo può essere rinvestito in servizi ambientalmente sostenibili come abbonamenti al trasporto pubblico locale o regionale, acquisti di biciclette e di altri servizi simili. Parliamo di centinaia di città, circa 25 milioni di abitanti in tutto, nelle regioni: Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, toscana, Umbria, Veneto

 

  1. Corsie preferenziali per i comuni: Istituito un fondo di 40 milioni per i comuni per la realizzazione, il prolungamento, l’ammodernamento o la messa a norma di corsie preferenziali. Questo permette al trasporto pubblico locale di raggiungere più velocemente le destinazione incentivando l’uso dei mezzi pubblici a discapito di quelli privati.

 

  1. Trasporto scolastico ecologico – Scuolabus green: istituito un fondo di 20 milioni da destinare ai comuni per realizzare o implementare il trasporto scolastico per i bambini delle elementari e medie con mezzi ibridi, elettrici o non inferiori ad euro 6.

Cambiamenti climatici, 12 gli alimenti a rischio estinzione

  1. Riforestazione Urbana – Foreste urbane: 30 milioni per la piantumazione e il reimpianto di alberi, di silvicoltura, creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane. Gli alberi svolgono un ruolo importante per il contrasto ai cambiamenti climatici grazie al loro ruolo di stoccaggio della CO2. Più alberi meno inquinamento, e inoltre sono un alleato contro il dissesto, e per abbassare la temperatura in città grazie alle loro chiome ombrose

 

  1. #ItaliaVerde: con il programma Italia Verde ogni anno una città sarà premiata come “Capitale verde d’Italia”. Favoriremo così la competizione tra le diverse realtà territoriali per progetti sostenibili, buone pratiche, crescita verde e relativi investimenti. Questa norma favorisce e accelera progetti, iniziative e attività di gestione sostenibile delle città italiane. Stanziati in via sperimentale per i primi tre anni 9 milioni di euro.

 

  1. Stop infrazioni per discariche e depurazioni: saranno aumentati i poteri, le risorse e gli uomini ai commissari che si occupano di bonificare le discariche abusive e la depurazione delle acque. Vogliamo così aggredire e risolvere le “storiche” infrazioni ambientali d’Italia, applicando anche alla depurazione il modello che per le discariche ha funzionato, implementandolo.

 

  1. Educazione ambientale nelle scuole: 6 milioni di euro per i prossimi 3 anni per informazione, formazione e sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Progetti, iniziative, programmi, campagne e attività di volontariato degli studenti saranno le benvenute. Formiamo oggi i cittadini di domani

Ambiente, DiCaprio e Momoa contro i leader politici: negano la scienza e la catastrofe climatica

  1. Trasparenza dei dati ambientali: i soggetti pubblici, concessionari di servizi pubblici dovranno rendere disponibili in rete, in formato aperto e accessibile, i risultati delle rilevazioni effettuati. Entro 6 mesi i gestori di centraline e di sistemi di rilevamento automatico dell’inquinamento atmosferico, della qualità dell’aria e di altre forme di inquinamento e i gestori del servizio idrico dovranno assicurare la visualizzazione delle informazioni. Il tutto confluirà in un database pubblico realizzato da Ispra con 1,5 milioni di euro.

 

  1. Io non compro rifiuti: Finalmente parte la sperimentazione per poter dotare i negozi delle nostre città, a partire da quelli piccoli e dalle botteghe, di green corner per la vendita di prodotti sfusi. Detergenti per la casa e la persona, alimenti: i green corner saranno presenti nei negozi e anche nei mercati rionali. Messi a disposizione 20 milioni per i commercianti, fino a 5mila euro per ciascuno, per la realizzazione dei “Green Corner”. Vogliamo alimentare il mercato dei prodotti sfusi e alla spina. Gli imballaggi sono spesso necessari, ma quando non servono perché comprarli? Con questa norma andiamo a ridurre la quantità di imballaggio “usa e getta” che entra nel ciclo dei rifiuti.

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago