Politica

Dl Clima all’esame del Senato, forti le critiche del centrodestra

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Dl Clima. È in corso nell’Aula del Senato l’esame del decreto Clima, che scade il 13 dicembre.

 

Il provvedimento disciplina innanzitutto l’approvazione del programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria, delineandone i contenuti e definendo l’obbligo delle amministrazioni pubbliche di conformarsi agli obiettivi fissati da esso.

Nel programma saranno individuate le misure nazionali volte ad assicurare la corretta e piena attuazione della direttiva europea e a contrastare i cambiamenti climatici.

Per ciascuna misura il piano dovrà identificare le risorse economiche disponibili a legislazione vigente e indicare la relativa tempistica attuativa.

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Il decreto, inoltre, istituisce un fondo denominato “Programma sperimentale buono mobilità“, per finanziare un “bonus mobilità” per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale e di biciclette anche a pedalata assistita, nonché progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale.

Nel testo sono contenute inoltre disposizioni per la promozione del trasporto scolastico sostenibile, azioni per la riforestazione, misure contro le discariche abusive.

In vista dell’arrivo nell’Aula di Palazzo Madama, il Governo ha presentato tre emendamenti governativi che aggiungono al decreto Clima un surplus di norme volte ad aiutare il processo di mitigazione e controllo dei cambiamenti climatici.

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  • Il primo emendamento riguarda le macchinette mangia-plastica. Una dotazione di 27 milioni di euro per i comuni e gli esercizi commerciali della grande distribuzione che vorranno installare le macchinette così dette “mangia-plastica” così da raccogliere le bottigliette di plastica e dare in cambio dei bonus.
  • Il secondo invece riguarda l’istituzione delle ZEA, Zone Economiche Ambientali. Parliamo di zone che prevedono agevolazioni e vantaggi fiscali per i comuni che sono nelle aree dei Parchi nazionali o per tutte le persone che volessero aprire al loro interno attività imprenditoriali, chiaramente ecosostenibili.
  • Infine il terzo emendamento riguarda l’istituzione dei “caschi verdi per l’ambiente”. Una squadra di esperti che svolgeranno il difficile compito di tutelare e salvaguardare l’ambiente delle aree nazionali protette e delle altre aree riconosciute in ambito internazionale per il particolare pregio naturalistico.

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Forti le critiche di Forza Italia e Lega.

Per Forza Italia “questo decreto è un’occasione mancata. Si limita in qualche modo ad affrontare la problematica delle infrazioni europee sulla materia ambientale ma non c’è un disegno generale, complessivo e manca un messaggio alla Nazione sui cambiamenti climatici”.

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Sulla stessa linea la Lega: “Sul decreto clima, il governo allo sbando, presenta in zona Cesarini due emendamenti bandiera come il programma sperimentale mangiaplastica (che prevede l’acquisto di eco-compattatori) e il programma ‘Italia verde‘, con l’istituzione del titolo ‘Capitale Verde d’Italia’, da assegnare ogni anno ad una città italiana. Due misure che costano in 6 anni 33 milioni, sottratti però dal fondo per finanziare sia la messa in sicurezza e la bonifica dei tanti siti contaminati, di cui e’ disseminato il nostro paese, sia per finanziare azioni anche di tipo sanitario in Campania e nel comune di Taranto. Sono davvero senza vergogna: non ci si può fare belli sulla pelle dei cittadini”.

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