Dl Clima, giovedì in CdM ma senza il taglio ai sussidi fossili

Dl Clima. Aumentano i fondi per la rottamazione delle auto (estesa anche alle Euro3), istituito un fondo ‘Programma sperimentale ‘buono mobilità’ da 255 milioni, ma sembra saltare il taglio ai sussidi fossili.

Sono alcune delle novità contenute nell’ultima bozza del decreto sul clima che, a quanto si apprende, dovrebbe essere giovedì sul tavolo del Consiglio dei ministri.

“Al lavoro per gli ultimi ritocchi al Decreto clima che, possiamo finalmente dirlo ufficialmente, domani sarà discusso in consiglio dei Ministri” – scrive sulla sua pagina Facebook il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.
“Stiamo lavorando per armonizzare il testo iniziale con la legge di Bilancio e con il collegato ambientale – ha spiegato Costa – che sarà una legge collegata alla Stabilità tutta dedicata all’ambiente. Tre pilastri del Green New Deal del governo che cammineranno insieme. Un percorso che inizia domani ed è condiviso da tutto il Governo e su cui ci stiamo confrontando anche in queste ore”.

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Il ministro dell’Ambiente ha poi annunciato che “avremo norme che contribuiranno a contrastare l’emergenza climatica a 360 gradi: dalla rottamazione di auto e ciclomotori in favore di abbonamenti per il trasporto pubblico e l’acquisto di biciclette, incentivi per la riduzione degli imballaggi, creando dei green corner nei negozi, a partire dalle botteghe e dai mercati rionali, con un fondo destinato proprio a tutti i commercianti che saranno quindi nostri alleati nel combattere l’eccesso di imballaggi, ci sarà una forte spinta alla riforestazione urbana e ancora campagne di
informazione e di formazione ambientale nelle scuole”.

“Domani – ha concluso Costa – inizia un percorso che coinvolgerà tutto il Paese!”

Il testo passa da 14 a 11 articoli e non contempla più una formulazione ‘verde’ per il Cipe.

Assume più sostanza la parte dedicata ai rifiuti e alle disposizioni per il superamento delle infrazioni europee in materia ambientale.

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Cosa prevede il Dl Clima:

Cambia la norma sulla rottamazione, estesa non solo alle Euro 3 ma anche alle moto.

Le risorse – per le quali viene istituito un Fondo ad hoc (Programma Sperimentale Buono Mobilità) – arrivano ad un totale di 255 milioni: 5 milioni subito per il 2019, e 125 milioni per il 2020 e per il 2021.

Il ‘buono mobilità’ è destinato ai cittadini residenti nei Comuni sotto procedura d’infrazione Ue per smog che, entro il 31 dicembre 2021, cambiano auto (fino ai modelli Euro3) o motocicli (fino alla classe Euro2 e Euro3 a due tempi).

1.500 euro per i primi e 500 euro per i secondi.

Il ‘buono mobilità‘ – che non costituisce reddito imponibile – potrà essere utilizzato entro i successivi tre anni per abbonamenti al Trasporto pubblico locale (Tpl), altri servizi, e anche per biciclette anche a pedalata assistita.

Inoltre, “la quota di risorse di competenza per il 2019 del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare è destinata, nei limiti di 40 milioni di euro, a finanziare progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali” per il Tpl; questi progetti dovranno esser presentati allo stesso ministero “da uno o più Comuni, anche in forma associata”, purché all’interno di aree – con popolazione superiore a 100mila abitanti – sotto procedura di infrazione europea per la qualità dell’aria.

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Rientrano gli incentivi per i prodotti sfusi o alla ‘spina’ (l’articolo ‘green corner’), cambia ancora l’eco-rottamazione per i cittadini delle aree più inquinate del Paese sotto procedura di infrazione Ue per smog, non c’è più il taglio graduale ai sussidi fossili.

Una campagna di informazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali e sugli strumenti di contrasto, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Istituzione del Fondo ‘Programma #iosonoAmbiente’ da 2 milioni di euro, rivolto a tutte le scuole, per ciascuno degli anni 2020-2021-2022 per il finanziamento di progetti e iniziative, incluse attività di volontariato degli studenti, per la diffusione dei valori della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile; la promozione di percorsi di conoscenza ambientale sull’insegnamento dell’educazione civica.

 

Legge per il clima ogni due anni. Le politiche nazionali sono volte a perseguire entro il 2030 gli obiettivi stabiliti dal Piano nazionale integrato energia e clima 2021-2030″ per la “produzione di energia da fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, nonché la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra”.
A presentarla alle Camere, “ogni due anni”, sarà il governo, “su proposta del ministro dell’Ambiente e del ministro dello Sviluppo economico”.

Il ddl nello specifico riguarderà il miglioramento della qualità dell’aria.

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