Ursula von der Leyen ha tenuto un durissimo discorso sullo Stato dell’Unione europea: dalle sanzioni alla Russia (che resteranno) al piano per i tagli dei consumi di elettricità fino alla necessità di puntare rinnovabili. Ecco cosa ha detto la presidente della Commissione europea

È stato un discorso duro e risoluto quello che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha tenuto al Parlamento europeo questa mattina durante il cosiddetto “Stato dell’Unione”. Quasi un discorso di guerra che la presidente Ue ha voluto pronunciare di fronte alla first lady ucraina Olena Zelenska, ospite d’onore della mattinata, vestendo i colori della bandiera ucraina.

Un discorso programmatico sui rapporti con la Russia, la crisi energetica e quella climatica. Più sulla prima che sulla seconda, a dire il vero. Perché sebbene la presidente Ue abbia sottolineato la necessità di abbandonare le fonti fossili per evitare gli errori del passato, il grosso del suo discorso ha riguardato il gas e la necessità di trovare nuovi fornitori per diventare indipendenti dalla Russia di Putin.

Von der Leyen: “Il coraggio ha il volto dell’Ucraina”

Il discorso sullo Stato dell’Unione è il momento dell’anno in cui il capo dell’esecutivo Ue presenta agli eurodeputati e ai cittadini europei i punti focali del lavoro che la commissione intende svolgere durante i futuri 12 mesi. Quest’anno, per ovvie ragioni, la crisi internazionale è stata protagonista di tutto il discorso.

Che Ursula von der Leyen ritenga che la guerra in Ucraina sia una guerra dell’Europa lo ha detto subito: “È una guerra alla nostra energia. È una guerra alla nostra economia. È una guerra contro i nostri valori. È una guerra contro il nostro futuro. Si tratta di autocrazia contro democrazia e io sono qui con la convinzione che con il coraggio necessario e con la necessaria solidarietà Putin fallirà e l’Ucraina e l’Europa prevarranno”.

Oggi il coraggio ha un nome e quel nome è Ucraina. Oggi il coraggio ha un volto ed è quello delle donne e uomini ucraini che stanno resistendo all’invasione russa”, ha detto la presidente von der Leyen parlando direttamente a Olena Zelenska, moglie del presidente ucraino. Von der Leyen poi ha voluto ribadire la posizione Ue nei confronti di Mosca: “Non è il momento della conciliazione. Questo è il momento della risoluzione”, specificando che le sanzioni economiche contro la Russia sono lì per restare e che l’Europa non intende fare alcun passo indietro. E sebbene non abbia fatto alcun riferimento all’invio di nuove armi (cosa che il presidente Zelensky aveva chiesto nelle ultime ore), von der Leyen ha annunciato di voler permettere l’ingresso dell’Ucraina nel mercato unico europeo annunciando un suo viaggio questo pomeriggio a Kiev per incontrare il presidente Zelensky e discutere di questa ipotesi.

“Rivedremo le regole del mercato del gas”, ma sul tetto al prezzo ancora nessuna certezza

Una delle conseguenze più marcate della crisi internazionale in corso tra Europa e Russia sta nell’aumento del prezzo del gas e quindi dell’energia elettrica sul mercato internazionale. Un legame – quello tra gas e energia – che Ursula intende rompere annunciando una “riforma globale del mercato elettrico”. Il senso delle parole della presidente è questo: il prezzo dell’elettricità prodotta da fonti diverse dal gas (nucleare, rinnovabile, lignite) aumenta tanto quanto quello dell’elettricità prodotta col gas. E questo è ingiusto. Per questo uno dei punti ribaditi dalla von der Leyen riguarda la necessità di tassare gli extraprofitti prodotti dalle società energetiche. “Sia chiaro – ha spiegato la presidente -, in un mercato libero come il nostro il profitto è una cosa positiva. Ma in tempi come questi è sbagliato avere redditi straordinari e profitti eccessivi grazie a una guerra”. “La nostra proposta – ha aggiunto – raccoglierà più di 140 miliardi di euro per gli Stati membri per attutire il colpo direttamente”.

Altro punto fondamentale sta nella necessità di tagliare i consumi ma su questo restano valide le notizie filtrate nelle scorse ore che vedono la volontà di individuare delle fasce orarie durante le quali non sarà possibile consumare più di un certo quantitativo di energia.

Nel frattempo, però, bisogna soprattutto diversificare le forniture di gas con lo scopo di abbandonare totalmente e al più presto quello che proviene da Mosca. “Lo scorso anno – ha spiegato von der Leyen – il gas proveniente dalla Russia rappresentava il 40% di quello consumato in Ue, oggi siamo al 9%. Dobbiamo continuare a diversificare guardando a partner diversi come la Norvegia, l’Algeria e gli Stati Uniti”.

E poi c’è l’incognita del tetto al prezzo del gas. Nel piano approvato ieri dal collegio dei commissari non c’è traccia. Se ne riparlerà a fine settembre in un incontro straordinario. Ma qualche idea c’è già. Von der Leyen ha detto che la Commissione intende agire con misure diverse calibrate su diversi fornitori, da quelli inaffidabili come la Russia a quelli affidabili come la Norvegia, aggiungendo di aver parlato con il primo ministro norvegese dell’idea.

Von der Leyen: “Il futuro sono le rinnovabili”

Se la crisi energetica obbliga l’Europa a cercare nuovi fornitori di gas, la crisi climatica obbliga il mondo a guardare a nuove fonti di produzione di energia. L’Unione dovrà puntare sulle rinnovabili e sull’idrogeno, spiega Ursula von der Leyen che fa mea culpa sottolineando come in passato il Vecchio Continente abbia continuato a puntare sui combustibili fossili nonostante fosse ormai chiara la deriva climatica.

Von der Leyen, infine, annuncia la creazione di una banca europea dell’idrogeno utilizzando 3 miliardi di euro dal Fondo per l’innovazione. “Dobbiamo trasformare il mercato dell’idrogeno da un mercato di nicchia a uno di massa”, ha detto il capo dell’esecutivo Ue.

Ma se da una parte bisogna agire per adattarsi al cambiamento climatico in corso, dall’altra bisogna anche lottare contro le conseguenze più catastrofiche della crisi climatica. “Questa estate abbiamo visto tutti i fiumi in secca, le campagne aride, i ghiacciai che si scioglievano e i grossi incendi”, ha detto la presidente agli eurodeputati annunciando la volontà di raddoppiare la flotta di aeromobili Ue antincendio da inviare lì dove ci sarà bisogno a partire dal prossimo anno.

Poi ha aggiunto che l’Ue “spingerà per un ambizioso accordo globale per la protezione della natura alla conferenza internazionale sulla biodiversità”, nota come COP15, che si terrà a dicembre a Montreal, in Canada e alla COP27 in programma in Egitto.

Non sono Russia, l’Ue deve diventare indipendente dalla Cina

Non c’è solo la Russia tra le preoccupazioni di Ursula von der Leyen. La Cina rappresenta un altro attore internazionale da cui rendersi il più possibile indipendenti sul fronte dell’approvvigionamento delle materie prime. Per questo motivo la presidente della Commissione Ue ha annunciato l’intenzione di dare impulso a una legge europea sulle materie prime critiche come litio e terre rare. Dobbiamo evitare di rimanere bloccati nel tipo di dipendenza che vediamo ora con petrolio e gas”, ha detto.

 

 

 

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