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Discariche, allarme Commissione Ecomafie: polizze false dietro le garanzie finanziarie

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Discariche. La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha approvato all’unanimità la relazione sulle garanzie finanziarie nel settore delle discariche. Relazione dalla quale sono emerse una serie di illeciti e anomalie.

Il documento, che ha come relatori l’On. Stefano Vignaroli, Sen. Vincenzo D’Arienzo, On. Manfredi Potenti, è stato trasmesso ai Presidenti delle Camere.

La Commissione ha deliberato di svolgere l’inchiesta in considerazione di segnali critici percepiti nell’ambito di più attività e acquisizioni di informazioni nel corso della presente e della precedente Legislatura.

Tali segnali riguardano forti dubbi circa la reale efficacia della normativa in materia di garanzie finanziarie degli impianti di smaltimento di rifiuti, non in grado di garantire che l’ente pubblico di riferimento (Regione o Provincia territorialmente competenti) sia sempre ristorato nel caso di eventuali ripercussioni negative sull’ambiente causate dall’esercizio di una discarica o da inadempienze o fallimento del gestore.

La relazione, è dedicata all’esame del quadro giuridico di riferimento e delle sue rilevanti incompletezze, alla valutazione delle criticità segnalate dagli interlocutori della Commissione, e a una prima analisi dei dati sugli impianti e sulle garanzie in concreto prestate, basata su una ricognizione delle informazioni richieste dalla Commissione alle Regioni.

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A questa prima relazione ne seguirà una seconda analitica, nella quale sarà compiutamente riportata e valutata l’imponente mole di dati acquisita dalla Commissione, fornendo il quadro della totalità degli impianti di discarica presenti sul territorio nazionale, con focus su casi specifici rilevanti tra cui anche quello della discarica di Malagrotta.

Secondo quanto previsto dalla normativa in materia, il rilascio e la validità dell’autorizzazione per la gestione di una discarica sono subordinati all’attivazione, da parte del gestore del sito, di garanzie finanziarie a copertura delle fasi operativa e post operativa, sotto forma di polizza assicurativa (forma attualmente preponderante), fideiussione bancaria o cauzione.

Tra le fattispecie di illecito più comuni individuate dalla Commissione figurano le false polizze assicurative, l’abusivismo e l’insolvenza dei soggetti garanti.

Tali prassi illegali sono anche suscettibili di trarre facilmente in errore le amministrazioni pubbliche destinatarie delle garanzie e possono avere riflessi in termini di danno erariale.

Da una prima analisi di una parte significativa della documentazione pervenuta dalle Regioni, è possibile evidenziare una serie di anomalie.

Tra di esse, a destare maggiori perplessità è la totale mancanza di garanzie finanziarie relative alla gestione di alcuni impianti.

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Con una certa frequenza si rileva anche che il ricorso alle garanzie finanziarie riguarda soltanto la gestione operativa, mentre quella post operativa non risulta coperta da alcuna garanzia, oppure da garanzia di soli cinque anni rinnovabile, contro i trenta previsti dalla legge.

L’analisi della Commissione ha inoltre confermato l’uso preponderante delle polizze assicurative: esse sono emesse prevalentemente da compagnie d’assicurazione di diritto italiano, con una significativa quota di quelle con sede in Paesi dell’Unione europea ed extra UE.

Sul fronte della funzione di protezione finanziaria che le garanzie devono assicurare, è stata finora rilevata la limitatissima escussione degli importi garantiti. In alcuni casi è emersa l’impossibilità dell’ente a procedere per l’intervenuto fallimento del soggetto gestore dell’impianto.

La parte finale del documento è dedicata a raccomandazioni circa interventi regolatori e informativi per il miglioramento dell’attuale situazione.

Sul primo fronte, è opinione della Commissione che sia necessario un adeguamento delle norme statali che tenga conto di tre capisaldi: la competenza statale in materia, riconosciuta dalla Corte Costituzionale; la necessità di coerenza con le norme sovranazionali sulle discariche e il loro recente recepimento; il riconoscimento di una ineffettività dell’istituto così come attualmente disciplinato.

A tale proposito, la Commissione formula anche una serie di indirizzi di riforma.

Accanto alle norme possono essere messi in campo modelli di contratto o contratti-tipo che garantiscano reale efficacia all’istituto.

La Commissione inoltre ritiene che dovrebbe essere riconosciuto e costruito un ruolo del Sistema nazionale di protezione ambientale, considerata l’inscindibile relazione tra aspetti tecnici e aspetti economico-finanziari dell’istituto delle garanzie in questo settore.

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I fenomeni illeciti o elusivi necessitano di un contrasto basato innanzitutto sulla circolazione delle conoscenze a proposito dei soggetti che operano nel settore, mediante un coordinamento tra banche dati (a livello nazionale ed europeo), un monitoraggio da parte di enti esponenziali di categoria e istituzioni pubbliche, un superamento dei controlli meramente cartolari da parte delle pubbliche amministrazioni.

“Le garanzie finanziarie sono un importante strumento di tutela della collettività di fronte agli impatti ambientali che possono derivare dalla cattiva gestione delle discariche – dichiara il presidente della Commissione Ecomafie, Stefano VignaroliSpesso, però, questi strumenti non funzionano come dovrebbero: il lavoro della Commissione è partito da qui per approfondire le criticità”.

“Da una parte ci sono gli illeciti – spiega ancora Vignaroli – dall’altra le lacune normative da colmare. Sotto quest’ultimo aspetto, la Commissione ha formulato nella relazione una serie di raccomandazioni, che possono essere la base per un’iniziativa legislativa. I dati in molti casi non esaustivi pervenuti alla Commissione da diverse Regioni sono il segnale di una non sufficiente attenzione verso il delicato tema delle discariche”.

Per il Presidente della Commissione Ecomafie, “le pubbliche amministrazioni devono avere più attenzione, e allo stesso tempo necessitano di maggiori strumenti per tutelarsi di fronte alle irregolarità a cui possono andare incontro nell’ambito delle garanzie finanziarie. Per questo, sarebbe necessaria una maggiore condivisione delle informazioni. Inoltre, la presenza di contratti-tipo contribuirebbe a rendere più efficaci tali strumenti. Un’altra misura che meriterebbe seria valutazione è la possibilità di costruire un sistema misto, in cui la garanzia prestata decresce all’aumentare delle somme accantonate dal gestore”.

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