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Operazione ‘Mazzetta Sicula’, arrestato il re delle discariche in Sicilia

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Discariche. Arrestato per corruzione re delle discariche in Sicilia. Secondo la Procura di Catania, quello che emerge è un “diffuso quadro di illegalita'” che “poteva perpetuarsi nel tempo in ragione del determinante contributo fornito da funzionari pubblici corrotti”.

L’inchiesta sulla gestione della più grande discarica siciliana, la ‘Sicula trasporti‘ di Lentini (Siracusa), ha portato all’arresto di 5 persone da parte della guardia di finanza e al sequestro di beni per 110 milioni di euro.

In carcere è stato portato, su disposizione del Gip, Antonino Leonardi, detto ‘Antonello’, 57 anni, considerato il re dei rifiuti nell’isola.

Secondo l’accusa, quello che emerge dalle indagini nell’operazione ‘Mazzetta Sicula’ è “un perdurante e sistematico illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da oltre 200 Comuni siciliani e una gestione della discarica “orientata all’esclusivo perseguimento di utili attraverso il mantenimento delle convenzioni con gli Enti locali pur non essendo gli impianti nelle condizioni di poter più adempiere alle prescrizioni fissate dalle autorizzazioni amministrative”.

Leonardi, dopo aver fatto fortuna nello smaltimento dei rifiuti, sette anni fa ha deciso di scalare anche le categorie del calcio professionistico, affidando la gestione della Leonzio al figlio maggiore, Giuseppe, appena 30 anni, alla guida della formazione bianconera che disputa le gare interne al Sicula Trasporti Stadium di Lentini.

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Gli affari dei Leonardi girano attorno alla Sicula trasporti, che oggi accoglie i rifiuti di oltre 200 Comuni, col potenziale di mettere in ginocchio l’Isola nel caso quanto mai remoto di chiudere i battenti.

Il ‘sistema’ prevedeva che in discarica fosse conferito “un enorme quantitativo di rifiuti strutturalmente non più gestibile secondo le prescrizioni di legge senza subire alcun trattamento preliminare, che è essenziale per favorire l’individuazione dei materiali non ammissibili o dei rifiuti da destinare a operazioni di recupero”.

A fare da ‘garante’ era la complicità di alcuni funzionari pubblici, due dei quali finiti agli arresti domiciliari: Salvatore Pecora, addetto al controllo della gestione dei rifiuti del Libero consorzio comunale di Siracusa e Vincenzo Liuzzo, dirigente dell’Arpa di Siracusa che, secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza, “si recava mensilmente nella discarica di Leonardi per ricevere una mazzetta in contanti di 5.000 euro” in cambio di anticipazioni sui controlli.

Agli arresti domiciliari è stato posto Salvatore Leonardi, 47 anni, fratello di Antonino, in qualità di socio della “Sicula Trasporti S.r.l.” e della “Gesac S.r.l “.

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In carcere, invece, per concorso esterno all’associazione mafiosa, è finito Filadelfo ‘Delfo‘ Amarindo, dipendente della Sicula trasporti, che la Procura distrettuale di Catania definisce “l’anello di congiunzione dei Leonardi con il clan Nardo”, espressione di Cosa nostra nel Lentinese.

Il Gip ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora per Pietro Francesco Nicotra, di 36 anni, responsabile dell’impianto di compostaggio di Grotte San Giorgio a Catania, Francesco Zappalà, 52 anni, responsabile dell’impianto Tmb, e per i fratelli Francesco e Nicola Guercio, di 49 e 59 anni, amministratori della Edile sud srl.

Nove le misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza nei confronti di 9 persone (2 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 4 sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora).

Nel corso delle perquisizioni nella discarica di Lentini, sono stati scoperti dei fusti di plastica, interrati, nei quali c’erano contanti per un milione di euro.

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