InquinamentoRifiuti

Bonificate 41 discariche abusive in 26 mesi. L’italia risparmia 34 mln di euro

Condividi

Discariche abusive. Con la bonifica di 41 discariche abusive in 36 mesi, l’Italia risparmia 34 milioni di euro dall’inizio della sanzione europea del 2014.

L’infrazione semestrale dai 42 milioni iniziali è passata agli attuali 8,6 milioni.

Il risultato è stato rilevato dal Commissario straordinario alle Bonifiche, il Generale Giuseppe Vadalà, nel corso della presentazione della Quinta Relazione semestrale (giugno – dicembre 2019) sulle attività della missione commissariale sulla bonifica dei siti di discarica abusivi.

La Relazione è stata presentata alla stampa via web ed ha visto la partecipazione in loco ed in collegamento, tra gli altri del generale Ciro D’Angelo, comandante Unita’ Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, Mariano Grillo, Capo Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Ilde Gaudiello, dirigente coordinatrice delle procedure di infrazione in materia di rifiuti del Ministero dell’Ambiente, Vito Felice Uricchio, direttore dell’Istituto di Ricerca sulle acque e territori del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari, conferenza stampa moderata da Silvia Paparella, CEO di RemTech.

L’incontro, promosso a sei semestri dalla nomina del marzo 2017 della missione commissariale, ha l’obiettivo di fare il punto della missione, risolvere un problema ambientale ed ottenere un considerevole risparmio economico per il Paese.

“Oggi abbiamo presentato un grande risultato, per il quale ringrazio il generale Vadalà e la sua struttura di missione – ha detto il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Roberto Morassutun modello che funziona anche grazie all’azione col ministro Costa e alla sinergia con tutti gli attori coinvolti e da replicare se possibile al di fuori della straordinarietà della procedura di infrazione. Il sottosegretario ha poi chiarito che “l’obiettivo è quello di restituire il territorio alle comunità e farlo in tempi rapidi. Sulle bonifiche al Ministero dell’Ambiente stiamo accelerando, con nuovi accordi di programma per Venezia – Trieste. Lavoriamo per semplificare le procedure di approvazione dei progetti di bonifica e utilizzare tutte le risorse disponibili nei fondi FSC, fondi ordinari per oltre 2 miliardi di euro. Nel Collegato Ambientale vi sarà una norma di delega al Governo con la modifica del Titolo V del Testo Unico Ambientale per superare lentezze burocratiche e snellire le procedure”.

Fase 2, dopo il lockdown fiumi inquinati e sversamenti di liquami in Campania

Il nostro è “un Paese fragile e fortemente inquinato, il Green New Deal deve partire proprio da un grande programma di recupero del territorio, intervenendo – ha aggiunto Morassut – su risanamento del suolo, dissesto idrogeologico e rigenerazione urbana. Abbiamo il dovere di rendere ai cittadini i territori usurpati da anni di inquinamento e di avviare al contempo nuove prospettive di sviluppo economico e di sostegno delle comunità. È il momento, anche in vista della ripresa post pandemia, di mettere in atto un nuovo paradigma di crescita, basato su sostenibilità ambientale, economica e sociale e innovazione tecnologica. I suoli bonificati potranno essere una risorsa per nuovi insediamenti industriali, per aree rinaturalizzate e per impianti di produzione di energia pulita e rinnovabile“.

E il risanamento ambientale, “come spesso sottolinea il ministro Sergio Costa, richiamando l’attenzione del legislatore, è una delle priorità nella fase della ripartenza”.

Ad oggi, su 81 discariche abusive consegnate nelle mani del commissario di governo per la bonifica dei siti inquinati nel 24 marzo 2017,  41 siti sono stati espunti dalla procedura di infrazione permettendo all’Italia di risparmiare 16 milioni e 400mila euro ogni anno.

La sanzione europea, iniziata nel 2014, con 42 milioni di euro per ogni sei mesi oggi si e’ ridotta a 8,6 milioni (compresi i dossier proposti a dicembre 2019 al vaglio ancora della Commissione UE) con un risparmio economico per l’Erario e soprattutto restituendo zone più salubri alle collettività.

Covid-19, Costa: in arrivo un tavolo tecnico e raccoglitori di guanti e mascherine

I 41 siti espunti dalla procedura di infrazione Europea sugli 81 totali commissariati si trovano in Abruzzo (12 siti), Campania (7), Calabria (8) poi Sicilia (6), Lazio (4), Veneto (2), Puglia (1) e Toscana (1).

“Esporre questo documento alla stampa in un periodo così delicato come quello della pandemia – ha detto il Generale Giuseppe Vadalàsottolinea come le cose si possono fare anche se sono irte di ostacoli, abbiamo voluto questo evento con il Ministero proprio per sottolineare che i lavori si sono rallentati, nel rispetto della salvaguardia della salute pubblica e nella piena osservanza dei decreti, ma mai si sono fermati nonostante il Covid-19. L’uso web per la presentazione della V Relazione è un mezzo “alternativo” ma che può essere comunque utile per avvalorare il principio di trasparenza al quale abbiamo ispirato la nostra missione”.

L’iniziativa è conferma della sinergia di azione collegiale come base della strategia che guida questa struttura.

Regioni, Comuni, Agenzie Regionali per l’Ambiente hanno risposto senza esitazione all’invito di questo Commissariato a recuperare porzioni di territorio. Così gli organismi scientifici di primo piano a livello nazionale (ad esempio: RemTech, S.N.P.A – I.S.P.R.A., Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università del Sannio) nonché i soggetti pubblici nelle zone di riferimento (professionisti e associazioni di cittadini) sono stati attori compartecipi in questo peculiare agire d’insieme, infatti gli obiettivi di risanamento e bonifica possono essere raggiunti
unicamente con una sinergia d’intenti e che stabilisca gli obiettivi, le tempistiche e i procedimenti da attuare.

Nasce la Direzione per le Bonifiche, Costa: “questo sarà l’anno di svolta”

L’obiettivo non è solo decontaminarli, ma anche restituirli ai cittadini risanati e funzionali, assicurando nel contempo le tempistiche che ci impone l’Europa.

Per il Commissario straordinario “adeguato ed essenziale è stato l’apporto incessante del’Arma dei carabinieri e nello specifico del Comando Forestale Ambientale e Agroalimentare nonché i peculiari protocolli attivati con il Ministero dell’Interno e con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorrismo”.

“È indubbio – ha concluso Vadalà – che se non ci fosse stato riscontro tempestivo da parte di tutti gli enti e istituzioni, ma soprattutto l’intesa con il Ministero dell’Ambiente, voluta e ribadita dal recente Decreto Clima convertito in legge a dicembre 2019, che ha disciplinato e disposto la nostra missione non avremmo mai potuto ottenere questi risultati e quindi porre in sicurezza, ben 41 siti, riducendo corposamente la sanzione annuale”.

 

(Visited 40 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago