Roma

Discarica Monte Carnevale, la rivolta M5S e dei cittadini: i motivi per dire NO al nuovo impianto

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Cittadini e alcuni consiglieri comunali del M5S contro la discarica nell’area di Monte Carnevale. Tra i  fattori ‘ostativi’ l’alta concentrazione di impianti industriali in un’area già a rischio, la vicinanza estrema (circa 80 metri) alle prime case e all’aeroporto di Fiumicino.

“C’è stato un accordo tra Roma e la Regione all’interno del Piano dei rifiuti regionale che sta facendo l’iter nelle commissioni e arriverà presto in Consiglio regionale. Nell’ambito di questo Piano, Roma capitale farà la sua parte. Il Piano prevede nuove discariche all’interno del territorio regionale tanto più che quella di Colleferro chiuderà a breve. Roma capitale ha indicato quello che dovrà essere il sito”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi a margine della sottoscrizione di un protocollo con la Regione sulle alberature, rispondendo in merito alle soluzioni in campo sull’emergenza rifiuti, menzionando la vicenda della discarica di servizio per la Capitale che in queste ore coinvolge Monte Carnevale nella Valle Galeria.

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Non solo il Municipio XII. Anche consiglieri comunali del M5S e il presidente della commissione bicamerale Ecomafie, Stefano Vignaroli, contro l’ipotesi di una discarica a Monte Carnevale.

La scrivania della sindaca di Roma, Virginia Raggi, si sta riempiendo di dossier di ogni sorta per persuaderla a ritornare sulla sua decisione ed annullare la delibera dello scorso 31 dicembre, con cui la Giunta Capitolina ha indicato la cava della NGR nella Valle Galeria come luogo dove localizzare la discarica di Roma, ottemperando così a quanto previsto dall’ordinanza del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dello scorso 27 novembre.

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Da poco il Municipio XII (quello praticamente attaccato al sito di Monte Carnevale, che formalmente ricade nell’XI, ad oggi commissariato dopo la sfiducia alla Giunta) ha spedito a Raggi il dossier annunciato qualche giorno fa dalla minisindaco Silvia Crescimanno. All’interno diversi argomenti per dire ‘no’ al nuovo impianto: dalla falda acquifera affiorante nella cava, che forma veri e propri laghetti (il che rende impossibile il ripristino della barriera geologica naturale in modo da garantirne la tenuta per decenni) alla vicinanza estrema (circa 80 metri) alle prime case, dalla prossimità eccessiva di un polo logistico strategico del ministero della Difesa (che già ha espresso il suo no al progetto) al sito di interesse comunitario di Macchia Grande.

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E anche la vicinanza con l’aeroporto di Fiumicino, e il conseguente rischio di ‘birdstrike‘ a danno degli aerei legato al ‘traffico’ di gabbiani che la discarica attirerà. Sono tanti i fattori ‘ostativi’ che dovrebbero portare la sindaca a ripensarci e tra questi anche l’alta concentrazione di impianti industriali (tmb, gassificatore, raffineria, bitumificio e inceneritore di rifiuti ospedalieri) già presenti in un’area a rischio incidente rilevante nonché’ il fatto, secondo il Municipio, che nell’iter autorizzativo che poi ha portato al via libera della Regione Lazio a NGR per realizzare una discarica di inerti (grimaldello per portare lì anche scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani della Capitale) non è stata fatta alcuna valutazione di impatto sanitario in un’area che presenta un alto tasso di mortalità per tumori.

Sabato 11 gennaio Cittadini e Comitati scendono in strada per difendere il proprio territorio, la salute di tutti e di chi verrà dopo di loro, per denunciare l’ennesimo sopruso della politica che un giorno promette e l’altro rinnega.

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