Discarica Bussi. Sull’onda del “Fridays for future”, i consiglieri comunali di Manoppello (PE), Donato Di Renzo e Barbara Toppi, hanno lanciato un’iniziativa da loro battezzata “Venerdì per Bussi”.

Ogni venerdì mattina, alle 9, manderanno una mail al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al presidente della Regione Marco Marsilio e al senatore Luciano D’Alfonso per chiedere, al di là di ogni motivazione, la bonifica e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi sul Tirino.

Obiettivo: superare la fase delle continue giustificazioni che mese dopo mese, anno dopo anno, ritardano l’avvio della operazioni di bonifica.

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“Sono passati ormai 12 anni dalla scoperta della mega discarica di sostanze tossiche nel polo chimico di Bussi, ma le bonifiche sia del sito Tremonti (il più grande), sia delle aree 2a e 2b, nonché del sito industriale, sono ancora al palo – spiegano Di Renzo e Toppi – eppure i fondi sono a disposizione e per una parte dei siti contaminati i lavori sono stati già appaltati, o meglio, non è stato ancora firmato il contratto con la società che ha vinto l’appalto per la bonifica delle 2a e 2b, che ora sarebbe già a metà dell‘opera”.

Nel 2016, la legge finanziaria mise a disposizione del ministero 50 milioni di euro per intervenire, a valere sui fondi della ricostruzione post-sismica 2009, per interessamento dell’allora senatore Giovanni Legnini.

Ulteriori 60 milioni di euro sono stati stanziati poi con il Masterplan Abruzzo, con concessionario l’Arap Abruzzo ma, da quando risulta dal sito della Regione, la convenzione è ancora ‘in corso di firma’.

“La motivazione ufficiale di questo immobilismo – spiegano – è che dopo la Provincia, come è di sua competenza, ha emesso il provvedimento di bonifica in capo alla Edison, ritenuta responsabile dell’inquinamento. La stessa Edison 10 ha impugnato, dando corso a un procedimento giudiziario che alla Hne (22 marzo scorso) ha visto l’azienda soccombere dando ragione alla Provincia”.

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Così il Ministero dell‘Ambiente ha chiesto all‘Avvocatura dello Stato il placet per utilizzare i 50 milioni per bonificare la discarica, procedura che è ancora al palo visto che la responsabilità è di un privato.

A tal proposito, sembra che lo Stato abbai deciso di anticipare, a danno del privato (Edison), i fondi per la bonifica, considerando la vicenda come un’emergenza ambientale.

“Per questo chiediamo – concludono i due consiglieri – che si agisca con tempestività. Ogni venerdì lo ricorderemo via mail al governo, sperando che altri amministratori ci seguano”.

 

 

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