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Dieta Mediterranea, 10 anni di UNESCO. Al Mipaaf nasce un ufficio ad hoc

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La Dieta mediterranea festeggia i suoi primi dieci anni dall’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale Unesco. Il 16 novembre 2010, a Nairobi, 166 Stati Membri dell’Unesco votarono all’unanimità la candidatura non di una semplice lista di alimenti, ma qualcosa che va oltre: uno stile di vita, dove il mangiare non è solo identità culturale ma anche salute, rispetto per il territorio e biodiversità.

“Una buona salute non significa solo avere ospedali all’altezza o presidi territoriali efficaci, poter contare su medici infermieri e personale sanitario – afferma il Ministro della Salute, Roberto SperanzaSalute significa anche ogni giorno creare le condizioni per star bene e quello che mettiamo sulla tavola è essenziale rispetto a questo obiettivo”.

“Nella dieta mediterranea – ha aggiunto il Ministro – ci sono pezzi della nostra identità e tradizione, ma anche alimenti che possono aiutare a far vivere meglio le persone. Questo è vero per tutte le generazioni, ma soprattutto ai più piccoli dobbiamo insegnare a scegliere alimenti che diano loro l’opportunità di una salute migliore”.

“Per questo – ha concluso Speranza – tutti insieme, a livello internazionale dobbiamo lavorare affinché la dieta mediterranea sia protagonista della programmazione della buona salute nei prossimi anni”.

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La Dieta Mediterranea custodisce in sé tre importanti valori:

  • quello nutrizionale, perché aiuta a mangiare bene e restare in salute
  • quello ambientale, perché favorisce il consumo di alimenti con una minore impronta ecologica
  • quello sociale, perché ci mostra come sia necessario ridisegnare i sistemi alimentari rivedendo soprattutto il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo

“ La dieta mediterranea, con la sua biodiversità agricola, rischia di venir meno a causa dei cambiamenti climatici – ha avvertito il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, spiegando che “nel campo ambientale la dieta mediterranea ha una valenza significativa”.

“Immaginiamo tutto il concetto di biodiversità – ha osservato il Ministro dell’Ambiente – con particolare riferimento a quella agricola e a quel mondo che finalmente sta cominciando a parlare e che vuole farlo sempre di più: il mondo agricolo e mondo di tutela ambientale. Immaginiamo la strategia per la tutela della biodiversità di cui l’Italia è prima firmataria a livello europeo. Immaginiamo la linea Farm to Fork, e immaginiamo cosa significano tradizioni, convivio, cultura, saggezza e quanto tutto questo rischia di venire meno se non prestiamo la giusta attenzione alla questione dei cambiamenti climatici che incidono anche e forse soprattutto sulla dieta mediterranea”.

“Per questo, da ministro – ha concluso Costa – io sono orgoglioso che questa giornata sia dedicata al riconoscimento della dieta mediterranea ma anche mi impegno perché sia veramente un patrimonio da conservare per i nostri figli e i nostri nipoti perché è la nostra storia, la nostra cultura, il nostro modo di vivere“.

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La Dieta mediterranea è perciò un simbolo. Un simbolo che ha ancora bisogno di formazione, educazione alimentare e innovazione per promuovere lo sviluppo di sistemi alimentari più resilienti al cambiamento e rispettosi di stili di vita sani.

“Per il nostro Paese – afferma la Ministra per le Politiche Agricole, Teresa Bellanova – è una data importante. Il riconoscimento di una istintività. Da quel momento Made in Italy e Dieta mediterranea hanno avuto nel mondo gli stessi sapori, gli stessi profumi, lo stesso fascino. Se oggi la celebriamo come merita è anche per ribadire che il patrimonio della Dieta Mediterranea va tutelato, salvaguardato, protetto”.

Per questo il Ministero delle Politiche Agricole si è impegnato a creare l’Ufficio per la Dieta mediterranea presso il Ministero; promuovere e diffondere i principi e le ragioni della Dieta Mediterranea attraverso uno specifico portale web; realizzare nel 2021 un programma di comunicazione istituzionale sulle tematiche della Dieta mediterranea anche in vista di Expo Dubai; sviluppare iniziative sulla dieta mediterranea e sulla educazione alimentare nelle scuole e nelle Università anche con il supporto del CREA/Alimentazione.

“Un impegno importante – ha detto Bellanova – perché siamo convinti della straordinaria forza e rilevanza di questo patrimonio e trasmetterlo alle nuove generazioni pensiamo sia un compito necessario a cui non vogliamo sottrarci”.

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Quale luogo migliore della scuola per trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni.

“La scuola ha un ruolo decisivo nel sensibilizzare i più giovani e di conseguenza le loro famiglie a una corretta alimentazione – ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina – il pasto che si consuma a scuola è parte integrante del progetto educativo perché racchiude in sé molte cose: la socialità, la cultura, lo scambio, solo per citarne alcune”.

“C’è poi l’aspetto formativo – ha aggiunto Azzolina – come sapete nelle nostre scuole tecniche si formano quelle alte professionalità che operano nel settore alimentare, tra cui migliaia di cuochi che diventano ambasciatori della dieta mediterranea nel mondo. A questo indirizzo di studio dobbiamo dedicare una rinnovata attenzione“.

 

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