Dengue, i contagi salgono a 3,5 milioni

3,5 milioni di contagi e almeno mille morti, non si ferma il conteggio di quella che, secondo l’Organizzazione panamericana della Sanità, si appresta a diventare “la peggiore epidemia di febbre dengue della storia”.

L’incidenza della malattia è aumentata del 249% in un solo anno. I Paesi più colpiti sono il Brasile, in cui è avvenuto l’81% dei contagi, seguito da Paraguay col 6%, Argentina con il 3,4% e Perù che registra il 2,2% dei contagi totali.

Alleato della lotta per arrestare i contagi è tradizionalmente l’avvento dell’autunno, appena iniziato nell’emisfero australe, che con l’abbassamento delle temperature normalmente mette fine ai contagi, anche se nelle zone tropicali e sub tropicali il termometro non scende mai sotto la soglia necessaria. A causa del cambiamento climatico la stagione in cui le zanzare possono proliferare si è allungata potendo contare anche sulla modifica delle precipitazioni.

Oltre alla zanzara Aedes Aegypti, anche la zanzara Tigre, diffusa in Europa, è responsabile del contagio, le due specie hanno tratto vantaggio dalle nuove condizioni climatiche globali.

La corsa a scongiurare l’epidemia è iniziata anche in Europa dove l’anno scorso si sono registrati migliaia di casi, complici i viaggi internazionali e la tropicalizzazione che ha subito il continente negli ultimi anni.

In Italia tre circolari del ministero della Salute hanno predisposto controlli rigorosi presso gli aeroporti e i porti per scongiurare l’importazione di zanzare infette, accanto all’allerta delle autorità locali per la messa in campo di un piano di disinfestazione preventivo, il ministero punta anche sulla formazione del personale sanitario per il riconoscimento della malattia, importanti anche sulle misure di prevenzione messe in campo dai cittadini. Consigliato, solo a chi dovesse recarsi presso Paesi ad alto rischio di contagio, il vaccino per la dengue, disponibile nelle principali città italiane.