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Il docente di Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano Paolo Pileri ha fatto i calcoli: demolire il Meazza e ricostruirlo produrrebbe il 5% delle emissioni di tutta Milano

Lo stadio San Siro di Milano potrebbe essere demolito. Se ne parla da anni. E da anni si discute sulle conseguenze urbanistiche, storiche e culturali del progetto di demolizione.

Da qualche tempo le discussioni riguardano anche l’inquinamento che sarebbe prodotto qualora i policy maker della città meneghina dovessero davvero decidere di buttar giù il Meazza.

Un professore del Politecnico di Milano, però, ha deciso di capire precisamente quanta CO2 il processo di demolizione-ricostruzione dello stadio produrrebbe. Calcolatrice alla mano ha fatto i conti e il risultato è sorprendente.

Quanto inquinerebbe la demolizione del Meazza

Il professore Paolo Pileri insegna Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano. È lui l’autore dei calcoli sull’inquinamento prodotto nel caso di demolizione dello stadio milanese.

Calcoli presentati per la prima volta su Altreconomia che poi ha dovuto ripetere per ben quattro volte di fronte a quattro diverse commissioni di Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale.

I risultati dei calcoli del professor Pileri parlano chiaro. In caso di demolizione dello stadio e ricostruzione del nuovo impianto denominato La Cattedrale, si emetterebbero più di 210mila tonnellate di CO2. Secondo Pileri, significherebbe azzerare tutti i progressi in materia di riduzione delle emissioni fatti dal 2005 al 2020.

“La demolizione-ricostruzione del Meazza – spiega il professore al Corriere della Seravarrebbe il 5% delle emissioni dell’intera città, considerando solo le voci cemento e carpenteria metallica che riveste lo stadio. Sarebbe una quantità pari alle emissioni che, secondo il Piano Aria Clima, sono state ridotte in 15 anni con una sola opera pubblica”.

L’alternativa green alla demolizione del San Siro

L’alternativa ecologica al progetto che prevede la costruzione della Cattedrale c’è: tenersi lo stadio San Siro così com’è e al massimo effettuare dei lavori di ammodernamento.

Una seconda ipotesi sarebbe quella di buttar giù San Siro, costruire La Cattedrale e poi attivare un piano di compensazioni ecologiche dell’anidride carbonica prodotta. Per farlo, si legge nel progetto, si possono trasformare a bosco 11 ettari di aree urbane.

“È una proposta importante — dice Pileri —. Ipotizziamo di farne un bosco con mille alberi per ettaro anche se probabilmente non sarà così. Gli alberi andrebbero a compensare solo il 5 per cento della quota del cemento armato”. 

“Oggi – conclude il docente – bisogna chiedersi se ha senso fare questo tipo di opere. Per me no, perché mette in crisi le azioni virtuose che Milano sta mettendo in campo”.

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