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DE MAGISTRIS IN PIAZZA A ROMA: “NAPOLI VUOLE RISPOSTE SUL DEBITO ENTRO IL 4 MARZO”

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De Magistris in piazza a Roma: “Napoli vuole risposte sul debito entro il 4 marzo”. Luigi De Magistris torna in piazza per protestare ancora una volta contro le politiche del Governo.

Esattamente come nell’ottobre del 2012 quando diede vita ad un consiglio comunale in trasferta per protestare contro un decreto dell’esecutivo Monti definito “ammazza Comuni“.

Basta alle profonde ingiustizie dei debiti che lo Stato vuol far pagare alla nostra Terra – dice De Magistris.

“Da 7 anni – spiega – governiamo la città di Napoli senza soldi, sommersi da pesantissimi debiti ereditati, in affanno finanziario ed economico costante eppure Napoli si è riscattata con il suo stupendo capitale umano, con la passione, con i talenti culturali, con le sue infinite bellezze. Siamo primi in Italia per crescita culturale e turistica”.

Da gennaio, però, le casse del Comune di Napoli sono bloccate per un pignoramento di un debito di circa cento milioni risalente al 1981(il terremoto Irpinia) e per un debito di circa cinquanta milioni per il commissariamento emergenza rifiuti in Campania degli anni 2000.

“ Noi – dice De Magistris – abbiamo bonificato il Comune dalle collusioni politica-affari-camorra, ripulito Napoli dai rifiuti, amministrato con correttezza e trasparenza e lo Stato, per tutta risposta, ci mette sotto assedio”.

Non sono mai arrivati in Piazza Montecitorio invece, gli autobus partiti dal capoluogo campano, fermati dalla Polizia all’altezza di Roma Sud.

Perquisita anche la borsa della moglie del sindaco, Maria Teresa Dolce, socia fondatrice di Dema.

Il debito in questione però, è maturato negli anni della gestione commissariale della ricostruzione post sisma del 1980 e a fine gennaio scorso la richiesta di pignoramento del Consorzio Cr8 ( titolare del credito da 97 milioni di euro), è diventata esecutiva per 24 milioni.

20 dei quali, il Comune di Napoli li ha liquidati nel 2017.

Debiti – come ha spiegato il sindaco campano – “che stanno mettendo in difficoltà la città e rischiano di mandarla in una crisi molto grave perche’ non possiamo reggere a lungo con la cassa
bloccata”.

L’amministrazione, per poter andare avanti “è costretta a chiedere anticipazioni di cassa su cui si pagano gli interessi. Questa è un’assurdità”.

Dal 2016, la presidenza del Consiglio dei Ministri aveva dato avvio ad un tavolo, prima con Claudio De Vincenti e poi con Maria Elena Boschi per la risoluzione di tali vertenze non addebitabili al Comune di Napoli.

“Ma i risultati non arrivano – dice ancora De Magistris – l’ingiustizia non è più tollerabile. La pazienza non può essere senza limiti. Noi non accettiamo più di pagare prezzi enormi per colpe non nostre e dopo sette anni non tolleriamo più un debito gigantesco che non ci appartiene. A questo punto non bastano più i soli tavoli istituzionali. La Città si sente offesa. Dopo mesi di lunga melina governativa, noi passiamo al contrattacco”.

“La situazione a Napoli è gravissima, ma più ci ‘caricano’ e più siamo pronti a combattere – conclude poi – in ogni caso oggi ci aspettiamo una risposta dal governo”.

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