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DDL PARCHI. COSA PREVEDE LA RIFORMA DELLE AREE PROTETTE

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DDL Parchi. Il Senato si appresta a dare il via libera definitivo alla riforma dei parchi. La commissione Ambiente di Palazzo Madama per permettere all’Aula di licenziare quanto prima il provvedimento, senza ulteriori modifiche, ha infatti modificato gli ordini del giorno, arrivando addirittura a convocare la seduta nelle ore serali.

L’approvazione del provvedimento e’ stato messo all’ordine del giorno dei lavori dell’Assemblea del Senato per i giorni 17 e 18 ottobre 2017.
Il provvedimento, che interviene sui principi generali della legge quadro, mira a rinnovare una legislazione di tutela della natura ferma al 1991.
Con la riforma il sistema dei parchi esce rafforzato” – ha affermato il Presidente della Commissione Ambiente, Ermete Realacci.
Le nuove norme riguardano 23 parchi nazionali (che coprono 1,5 milioni di ettari), estendendosi in 18 Regioni ed includendo 530 Comuni.
In particolare (all’articolo1), interviene sulla classificazione delle aree naturali protette, al fine di introdurre la classificazione delle aree marine protette, disciplinare l’introduzione della aree protette transfrontaliere e definire i parchi nazionali con estensione a mare.
Tra i punti principali: la riforma della Governance delle aree protette (dove presidente e direttore dovranno avere competenze specifiche), la revisione della sanzioni attualmente previste dalla legge ed il divieto di nuove trivelle.
Previsto anche l`inserimento della Valutazione ambientale strategica nel Piano del Parco, il pagamento delle Royalty in base alle attivita’ con impatto sull`ambiente e l`istituzione di un sistema di aree marine protette.
Previste misure specifiche per le aree protette inserite nella rete “Natura 2000” e per l’attribuzione di funzioni all’Ispra: si prevede che le aree esterne a quelle del territorio nazionale rientranti nella rete “Natura 2000” possono essee affidate in gestione agli enti gestori delle aree protette.
“La riforma dei parchi, che spero venga presto definitivamente approvata dal Senato e’ un passaggio importante per migliorare la tutela ambientale” – ha commentato il ministro dell`Ambiente Gian Luca Galletti.

L’approvazione delle nuove norme ha pero’ suscitato molte critiche da diverse associazioni ambientaliste.
Per Legambiente, “la riforma, nonostante le innovazioni introdotte, non soddisfa completamente perche’ non fornisce ai parchi gli strumenti per affrontare le sfide che il cambiamento climatico impone a chi deve tutelare e frenare la perdita della biodiversita’ e non da’ una spinta alla crescita dell`agricoltura biologica nelle aree protette”.
Gli agricoltori, di contro, si dicono soddisfatti, affermando che il provvedimento “riconosce finalmente il ruolo dell’agricoltura di qualita’ nell`economia dei Parchi”.

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