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DAZI, TRUMP FIRMA LE SANZIONI E LA CINA VA AL CONTRATTACCO: “DIFENDEREMO I NOSTRI INTERESSI”

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Dazi, Trump firma le sanzioni e la Cina va al contrattacco: “difenderemo i nostri interessi”. Con la firma del memorandum contro “l’aggressione economica della Cina”, il presidente Usa Donald Trump apre ufficialmente una nuova fase di quella che è stata definita la “Guerra dei Dazi”.

La Cina infatti, è il primo partner commerciale degli Stati Uniti.

Secondo i dati dello Us Census Bureau, nel 2017 il commercio bilaterale ha raggiunto i 636 miliardi di dollari: 130 miliardi di dollari di esportazioni americane e 506 miliardi di importazioni dalla Cina.

Secondo il New York Times, Trump vuole presentare a Pechino un conto di almeno 50 miliardi di dollari l’anno tra dazi, multe e restrizioni commerciali per punire il furto di tecnologia e segreti industriali che privano le imprese americane di miliardi di dollari l’anno e hanno comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro.

L’Amministrazione Usa infatti, accusa la Cina di costringere le aziende americane a condividere le proprie tecnologie in cambio della possibilità di fare affari in Cina.

Le nuove misure, saranno imposte nel quadro della Sezione 301 dello Us Trade Act del 1974 (focalizzata sulle merci ad alto contenuto tecnologico) e sono mirate ad oltre circa 100 categorie di prodotti cinesi importati: dalle scarpe all’abbigliamento, fino all’elettronica.

Da parte sue, il governo cinese promette di prendere “tutte le misure necessarie per difendere gli interessi del Paese” ed il ministero del Commercio assicura in una nota postata sul sito web che “la Cina non si siederà pigramente a vedere i suoi legittimi interessi danneggiati”.

Secondo le ultime indiscrezioni, le nuove misure dovrebbero svilupparsi in due fasi:

1 – dazi fino a 60 miliardi di dollari di beni importati (tra settori tecnologico e tlc, in prevalenza);

2 – una restrizione mirata agli investimenti cinesi in settori considerati strategici.

Nella notte, sempre il ministero del Commercio cinese, ha postato un altro comunicato in cui ha accusato gli Usa di “abusare ripetutamente” di misure correttive nelle pratiche commerciali, citando una decisione del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, del periodo dell’amministrazione Obama chiedendo “la immediata correzione” delle pratiche irregolari.

Pechino chiede agli Usa di assicurare alle imprese cinesi “un giusto e stabile ambiente commerciale internazionale”.
La decisione citata è quella con cui il Wto accusava gli Usa di non aver del tutto applicato un richiamo sull’eliminazione di tutta una serie di dazi su prodotti cinesi accusati di essere sostenuti da sussidi governativi.

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