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AssoDanza Italia in 15 piazze italiane per dare voce alle scuole di danza

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Venerdì 30 ottobre in 15 piazze italiane la grande manifestazione SIT-IN ASSODANZA per le Scuole di Danza Italiane, a supporto della manifestazione “l’Assenza Spettacolare” organizzata dalle sigle sindacali nazionali CGIL, CISL e UIL per i lavoratori del settore dello Spettacolo.

Il settore dello spettacolo scende in piazza contro il nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed entrato in vigore il 26 ottobre fino al 24 novembre.

Con le nuove misure per contenere l’emergenza sanitaria Covid-19 cinema, teatri, scuole di danza e tutti gli spazi adibiti a concerto, in luoghi pubblici e privati, rimarranno chiusi. Questo provvedimento rischia di mettere a tappeto un settore, quello delle arti, della cultura e dello spettacolo, già profondamente colpito dalla pandemia.

AssoDanza Italia ha organizza in 15 piazze italiane la grande manifestazione SIT-IN ASSODANZA per le Scuole di Danza Italiane, a supporto della manifestazione “l’Assenza Spettacolare” organizzata dalle sigle sindacali nazionali CGIL, CISL e UIL per i lavoratori del settore dello Spettacolo.

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Intervista a Miriam Baldassari, presidente AssoDanza Italia

La danza è colpita come tutti gli altri fratelli delle altri arti ed è tutto il sistema culturale a soffrire di uno stop completamente immotivato. – ci spiega Miriam Baldassari, la presidente di AssoDanza ItaliaNon sono stati i teatri, le scuole di danza o i centri sportivi, che si sono subito allineati con le indicazioni del governo sulle misure anti-covid, ad essere i focolai del contagio. I momenti di aggregazione incontrollata non avvengono all’interno di impianti chiusi dove il rispetto delle regole ne va del proseguimento dell’attività stessa. Nel momento in cui un intero comparto si applica per attuare tutte le misure ed adempie ad ogni obbligo per noi è inaccettabile essere definiti gli untori di questo contagio“.

Come macro categoria chiediamo di poter lavorare e di accettare questo distinguo tra scuole di danze e palestre. Sono una sede completamente diversa dal punto di vista logistico e organizzativo. Le scuole di danza hanno bisogno di essere identificate come se stesse e non essere inserite in macrocontenitori dove le misure vengono generalizzate. – continua Miriam Baldassari – I ristori previsti dal dpcm sono una risposta ma solo se arrivano in tempi ragionevolmente brevi hanno un senso”

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La Danza chiede di essere ascoltata! AssoDanza Italia chiede con urgenza al Governo interventi immediati:

– versamento in favore di tutti i lavoratori delle scuole di danza della somma di € 800,00 mensili a partire dal mese di novembre 2020 fino al mese di giugno 2021

– versamento di un contributo a fondo perduto per ogni scuola di danza, per un importo di € 1.000 mensile per i mesi da novembre 2020 a giugno 2021;

– nuova disposizione che ricalchi quanto già previsto dal D.L. 19 maggio 2020 n. 34 art. 216 comma 3, ovvero la riduzione dei canoni di locazione pari al 50% del dovuto a far data dal mese di novembre 2020 sino all’agosto 2021 compreso.

Le Scuole di danza sono attualmente configurate in diversi assetti societari, afferenti all’associazionismo sportivo ma anche culturale, ditte individuali, microimprese. Chiedono misure che andrebbero a sostegno di una vasta categoria, individuata per la prima volta non in base all’assetto sociale ma all’area di attività specifica che le accomuna.

AssoDanza Italia, a tutela della dignità degli insegnanti, dei direttori e di tutti gli operatori che lavorano nelle scuole di danza private italiane, sostiene che l’insegnamento della danza è una professione, e che le Scuole di Danza private sono un luogo di lavoro, che con la sua specifica produttività collabora al benessere economico e sociale del nostro Paese.

 

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