Roma. E’ il solito D’Alema, con il sorriso di circostanza, tagliente, duro e che non risparmia niente e nessuno.

E quando Lucia Annunziata che lo ospita nel salottino di 30 minuti e più, insiste e ancora insiste, sulla scelta di non allearsi con Gori in Lombardia, a differenza che con Zingaretti nel Lazio, l’ex presidente del Consiglio, rischia quasi di perdere le staffe, ma non il sorriso.

“Ci sono differenze enormi con Gori, che per altro è stato imposto senza primarie. Prendere o lasciare. Con Zingaretti è ben diverso: con il suo programma ci sono sintonie vere. L’alleanza si farà ed è giusto che sia così!”

E l’Annunziata “Ma così favorite la sconfitta del Pd in Lombardia”

Il baffetto di D’Alema si increspa: “Lei non vuol capire che in politica contano le volontà dei militanti, di chi partecipa e vota. Nessuno voleva Gori”.

Lucia Annunziata ormai sembrava tutta votata allo scoop di far perdere le staffe al politico più odiato (ma anche venerato) a sinistra: “Bene. Mi pare che non vuole capire. Io, ai tempi delle elezioni in Liguria, feci tutte le possibili telefonate. Tutte le possibili pressioni. Andai personalmente in Liguria. Non ci fu nulla da fare. I portuali, gli operai, la gente non   voleva quel candidato e non lo votò. Così vale anche per Gori”.

Insiste ancora la Annunziata: “Però dopo l’uscita di Attilio Fontana (con le frasi razzistiche sulla razza bianca rischio estinzione) Non era comprensibile arrivare ad un accordo che poteva sconffìggere il Centrodestra?

Replica di D’Alema: “Noi abbiamo candidato Rosati che non c’entra nulla ed è meglio di Gori e di Fontana”

Secondo voi si sarebbe mai arresa la Annunziata? Macché.. “Però ad esempio di alleanze,  Emma Bonino si è alleata con il Pd. “Rispetto tutte le scelte- replica D’Alema – conosco Emma la  rispetto e siamo anche amici. Questa legge elettorale è un obbrobrio, dopo averla combattuto e criticata adesso cerca voti con questa legge? Non la capisco”.

Annunziata vira sui 5 Stelle che oggi celebrano le parlamentarie annunciando i candidati alle elezioni del 4 marzo. Domanda secca: le fanno paura?

Risposta lapidaria”Non partecipo alla criminalizzazione del Movimento 5 stelle anche perché è senz’altro più preoccupante la deriva neofascista della Lega”.

Poi ritrovato il feeling reciproco, D’Alema valuta gli scenari sul dopo-voto “Se dopo le elezioni, non ci sarà un vincitore, il Presidente (Mattarella ndr) sceglierà una personalità in grado di poter raccogliere il maggior numero di consensi possibile. Importante è che non siano inciuci…” E poi ritornando sulla attuale legge elettorale nata a colpi di fiducia negli ultimi mesi di Legislatura e su diktat di PD, Lega e FI. “E’ una pessima legge. E’ un inganno. Incita i partiti ad avere più forza per poter trattare. Quindi se non si arriva ad un esito certo del voto, servirà una prassi istituzionale corretta. spetterà a Mattarella indicare una soluzione praticabile che metterà tutti di fronte alle rispettive responsabilità. E se forza Italia e Pd intendono fare una alleanza lo dicano chiaramente”

Perché Liberi e Uguali ha scelto Grasso come leader? “Grasso rappresenta il sentimento di onestà di lealtà e di forti istanze di giustizia sociale che il Paese chiede con forza”

Replica della Annunziata: “Ma proprio essendo Grasso un magistrato, non può sembrare una scelta dettata dalla debolezza? ” Non sono d’accordo,. Grasso non è etichettabile. Era un militante di sinistra. Poi ha svolto in Magistratura compiti e  ruoli ai massimi livelli. Quindi, dismessa la toga, il Pd gli ha offerto un seggio, poi lo ha eletto presidente del senato. Ed è Grasso che se ne è andato dal Pd dopo la forzatura sulle fiducie imposte per il voto alla legge elettorale. Grasso insomma, si colloca al di sopra delle stesse beghe e geografie del partito”.

Infine, chiusura sulle prospettive e speranze elettorali: “Siamo nati per dare una risposta a quei lavoratori che si sono sentiti traditi, a quegli insegnati che hanno subito una legge che trasforma scuole in aziende e a tutti i cittadini che si sentono delusi e non votano e sono elettori di centrosinistra. Siamo persone responsabili. Io ho l’ambizione è arrivare alle due cifre (quindi al 10%) afferma D’Alema che conferma che si candiderà in Puglia – il mio collegio non lo vuole nessuno, io vado in mezzo alla gente e sono fiducioso, perché riportare alle urne le persone che altrimenti resterebbero a casa, come lo hanno fatto in questi due anni che è stata una sequenza di dolorose sconfitte. Noi non siamo quelli che hanno diviso – ha poi chiarito-. Quel popolo era già stato diviso. E noi siamo nati per dare una risposta a quella divisione, per cercare di recuperare un mondo e dire che non è vero che non c’è più nessuno che vi rappresenta”.

Infine Massimo D’Alema ha lanciato un appello al Pd che che  ha” vive dell’ossessione con cui ha aperta questa campagna elettorale che è non ‘battiamo la destra’ ma ‘schiacciamo Liberi e Uguali”.negli ultimi anni ha perduto tutte le elezioni possibili e forse una qualche riflessione sul perché un pezzo dell’elettorato tradizionale preferisce rimanere a casa andrebbe fatto. Noi vogliamo riportarlo in campo e se noi lo facciamo sarà difficile per la destra sfondare il 40%, se noi non ci fossimo la gente resterebbe a casa. Non facciamoci del male, il Pd ci lasci lavorare”, 

 

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