Roma

Sterminio di daini, saranno abbattuti almeno 350 esemplari nel Parco del Circeo

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Nel Parco del Circeo vivono oltre 1200 esemplari di daini. Per affrontare “la problematica dell’espansione di daini all’interno della foresta demaniale” saranno abbattuti almeno 350 capi. La denuncia dell’ex sindaco di Ponza, Piero Vigorelli.

Si chiama “Piano di gestione del daino” e si concretizza nel contenimento della specie per fermare il proliferare dei daini che stanno creando danni all’ecosistema del Parco e alla sicurezza del persone.

Il piano è stato approvato dal Consiglio Direttivo del Parco del Circeo già a gennaio del 2017 e reso operativo il 30 dicembre 2019 con una delibera del direttore del Parco, Paolo Cassola. La denuncia arriva dall’ex sindaco di Ponza, Piero Vigorelli che nel 2017 votò contro l’approvazione del Piano.

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“Sono stati stanziati la bruttezza di 170.000 euro per un’operazione che, ammaliata di dolci parole, viene battezzata ‘Piano gestionale del controllo del daino nella foresta demaniale’. Vale a dire, inizio della mattanza dei daini nella foresta del Parco”, spiega Vigorelli in un post pubblicato su Facebook.

I daini, introdotti nel Parco nel 1953 nell’ambito dei programmi di allevamento della selvaggina da ripopolamento, svolti dall’ex Azienda di Stato delle Foreste Demaniali e mantenuti all’interno di un grande recinto di 400 ettari, sono fuggiti dalla cattività e hanno dato origine alla popolazione che occupa attualmente l’intera Foresta, con densità variabili. Ora, preso atto che i daini sono troppi, causano danni e minacciano la biodiversità, la soluzione più semplice e immediata sarebbe quella di abbatterli. Saranno abbattuti almeno 350 capi. La popolazione dei daini dovrà, essere ridotta del 30 per cento, ogni anno e per i prossimi tre anni.

“Si prevedono ‘battute’ notturne (ma, viene precisato, senza far troppo rumore) per far convogliare i daini in ‘corral’ mobili di almeno mille mq, che sono dei recinti-prigione, un po’ come la ‘camera della morte’ della mattanza dei tonni. – continua Vigorelli su Facebook – Appostati su altane a circa 15 metri da terra, ci saranno i Fucilieri di Sua Maestà il Parco, che saranno equipaggiati con “fucili a canna rigata, di calibro non inferiore a 6,5 millimetri, dotati di cannocchiale di mira a 12 ingrandimenti” e adatti alla visione notturna. I capi uccisi avranno la loro bella targhetta graffata all’orecchio”.

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“Con questa e altre operazioni del genere, risulta chiaro che, per i dirigenti dell’ente, il Parco deve essere un luogo disabitato da ogni specie di animali (daini, cinghiali, lepre italica) e da cercatori di funghi o asparagi selvatici, sui quali si è abbattuta la mannaia del divieto. Dicono che così si preserva e si garantisce la “naturalità”, cioè la rispondenza a un ordine interno o esterno motivato dalla natura. Chissà se appartiene alla “naturalità” anche il fatto che, lungo le recinzioni della foresta demaniale, sono al lavoro le prostitute, sedia e fuocherello, che sanno bene come penetrare nella foresta con i loro clienti”.

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 “Dopo i mufloni di Zannone, ora tocca ai daini. Per la verità, per la nostra isola il Parco ha previsto una morte, come dire, più raffinata. Quei pochi mufloni sopravvissuti a Zannone finiranno in un recinto, e lì moriranno di fame, lentamente e inesorabilmente. Il Parco sorveglierà la fine della colonia dei mufloni. Una sorta – conclude Vigorelli – di omicidio assistito”.

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