In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Agricoltura, nel Dl Aiuti misure contro il caro energia; 2) Dieci proposte per accelerare il percorso verso un’agricoltura più pulita; 3) Per Clai obiettivo autosufficienza energetica; 4) La ʼndrangheta punta allʼagroalimentare

 

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Agricoltura, nel Dl Aiuti misure contro il caro energia: Nuove misure a favore delle piccole e medie imprese del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. È quanto prevede il Decreto Aiuti, approvato in Consiglio dei Ministri, che garantisce la possibilità di accedere a prestiti con garanzia Ismea alle imprese che nel 2022 hanno registrato un aumento dei costi dell’energia, del carburante o delle materie prime. La condizione per accedere alla garanzia al 100% è che i finanziamenti abbiano durata fino a 10 anni, un importo che non superi l’ammontare complessivo dei costi e prevedono il rimborso a partire da 24 mesi dall’erogazione. Si dovrà in ogni caso aspettare l’autorizzazione della Commissione Europea per l’avvio della misura. Per Confagricoltura, il provvedimento deciso dal Consiglio dei Ministri, potenza e crea nuovi strumenti per contrastare gli effetti della crisi scatenata dal conflitto russo-ucraino. Per l’energia, sono previste misure per ridurre i costi, semplificare le autorizzazioni per la realizzazione di nuovi impianti con l’obiettivo di potenziare la produzione energetica nazionale. Su questo fronte, l’associazione di categoria esprime soddisfazione per le misure volte a potenziare in particolare la produzione di energia rinnovabile per il settore agricolo in un’ottica di diversificazione e non solo di autoconsumo.

Dieta ecosostenibile? Basta indicare le emissioni di anidride carbonica sui menu dei ristoranti

2) Dieci proposte per accelerare il percorso verso un’agricoltura più pulita: Dieci proposte per accelerare il percorso verso un’agricoltura più pulita e un’alimentazione più sicura. Il decalogo, che coinvolge imprese e consumatori, è stato stilato dalle associazioni del biologico Aiab, AssoBio, Associazione per l’agricoltura biodinamica e FederBio e presentato durante un convegno a Roma alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e dei parlamentari che hanno proposto e lavorato per l’approvazione della legge sul biologico, che ha ricevuto il via libera nei mesi scorsi dopo 15 anni di tentativi e di attesa. Il biodecalogo punta ad accelerare la transizione agroecologica applicando pienamente le norme della legge approvata a inizio marzo e nello stesso tempo fornire al Paese una ’riserva strategica’ agricola che permetta di fronteggiare le varie crisi che hanno colpito le nostre società, da quella climatica alla pandemia, fino alla guerra. Con il biologico, che cura la fertilità della terra, valorizza la qualità dei prodotti e del territorio rilanciando circuiti locali di produzione e consumo, una parte di questi agricoltori potrebbero rimanere in campo, assicurando una riserva strategica di cibo. Come per le rinnovabili, il biologico è la strada per sostenere le crisi internazionali come quella del conflitto in Ucraina, puntando su sistemi di produzione più indipendenti da input esterni e più resilienti e allo stesso tempo in grado di prendere con decisione la strada della transizione ecologica.

Ambiente, Tommy Hilfiger e Shawn Mendes insieme per una moda sostenibile

3) Per Clai obiettivo autosufficienza energetica: Puntare sull’italianità e l’expertise produttiva per conquistare nuovi mercati. Questa la ricetta della Cooperativa alimentare Clai, che ha da poco ho festeggiato i suoi primi 60 anni e che a Cibus – la Fiera internazionale dell’agroalimentare che si tiene a Parma – ha tracciato il bilancio della propria esperienza.

Regione Lazio e Slow Food Italia insieme per “Terra Madre” e “Festa dei Piccoli Comuni”

4) La ʼndrangheta punta allʼagroalimentare: L’agroalimentare è diventato un settore prioritario di investimento della malavita con un business criminale che ha superato i 24,5 miliardi di euro. Lo afferma la Coldiretti a seguito dell’operazione della Direzione Investigativa Antimafia svolta nel Lazio e in Calabria per l’esecuzione di un’ordinanza cautelare del Gip di Roma nei confronti di 43 persone accusate di far parte di un clan radicato nella Capitale e finalizzato ad acquisire la gestione e il controllo di attività economiche in svariati settori, compreso quello alimentare come panifici, pasticcerie e pescherie. La criminalità comprende la strategicità del settore in tempo di crisi economica perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – precisa la Coldiretti – compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy. Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione le agromafie impongono l’utilizzo di specifiche ditte di trasporti, o la vendita di determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della mancanza di liquidità, arrivano a rilevare direttamente grazie – conclude la Coldiretti – alle disponibilità di capitali.

 

Articolo precedenteOggi è la giornata mondiale degli uccelli migratori
Articolo successivoOvershoot day dell’Italia, da questo momento consumiamo in debito