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Cucine a gas: in Italia il 72% delle case supera il valore giornaliero di biossido di azoto

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Cucine a gas ed emissioni di biossido di azoto, a rischio la salute dei bambini e delle famiglie. A rilevarlo il nuovo studio di CLASP.

In Italia il 68% delle famiglie cucina con il gas. Tradizione culinaria, ma che a lungo termine può avere effetti gravi sulla salute. A dirlo il nuovo report di CLASP, il gruppo non profit per l’efficienza energetica, che nei mesi scorsi ha condotto uno studio in 7 Paesi Europei, tra cui l’Italia, con il supporto scientifico dell’Organizzazione per la Ricerca Scientifica Applicata dei Paesi Bassi (TNO). Tra i risultati più allarmanti il fatto che il 72% delle case con cucine a gas superi il valore guida giornaliero dell’OMS di biossido di azoto. Dato che pone l’Italia subito dopo la Spagna (77%) e prima di UK (55%), Olanda (54%), Francia (53%), Romania (52%) e Slovacchia (44%).

Cucine a gas, lo studio in Italia

In Italia, sono state 40 le famiglie coinvolte, 36 quelle in cui sono stati raccolti i dati con successo: 31 con cucina a gas, 5 con cucina elettrica. Quelle che cucinano a gas hanno una concentrazione di biossido di azoto (NO2) significativamente più alta nella cucina e nel soggiorno, rispetto alle famiglie che cucinano con apparecchi elettrici.

A essere superato nel 24% dei casi, nelle abitazioni con cucina a gas, anche il valore del limite orario UE di biossido di azoto, quello più pericoloso per i più fragili, mentre in quelle che cucinano elettricamente non sono stati registrati superamenti.

Quasi tutte le case esaminate, sia con cucina a gas che elettrica, hanno superato il valore guida giornaliero dell’OMS per le polveri sottili (PM2,5). Valore che non è legato al tipo di piano cottura, quanto al cucinare in sé. Superamenti che dimostrano una mancanza di ventilazione adeguata e quanto quest’ultima non rappresenti una soluzione.

“Tramite lo studio sul campo in Italia abbiamo riscontrato che le famiglie che cucinano sul gas sono esposte a livelli di biossido di azoto nettamente più alti rispetto a quelle che cucinano sull’elettrico.”, ha affermato Sara Demartini, Project Manager di CLASP.

Cucine a gas, valori di biossido di azoto oltre i limiti OMS: a rischio la salute di bambini e famiglie

Dati che fanno riflettere specie se consideriamo le categorie più a rischio come bambini e persone fragili, come spiega la dottoressa Laura Reali, Pediatra e membro della European Academy of Pediatrics: “Il biossido di azoto è un gas lipofilo che può penetrare attraverso le mucose e le vie respiratorie anche in profondità. Polmoni piccoli, in evoluzione e più rapidamente penetrabili, come quelli dei bambini che respirano più velocemente degli adulti, sono più direttamente esposti e sensibili”.

Apparecchi di cottura, il futuro è elettrico?

Secondo CLASP, in Europa è stato fatto poco per prevenire l’inquinamento da biossido di azoto da apparecchi di cottura a gas. Eppure, sempre secondo una ricerca condotta dal gruppo sui consumatori, un numero considerevole di famiglie in Europa sarebbe pronto a passare dal gas agli apparecchi elettrici se conoscesse i problemi di salute legati alla cucina a gas.

Da qui l’importanza di aumentare la consapevolezza degli impatti sulla salute della cucina a gas e di stabilire un’etichetta energetica per gli apparecchi di cottura sia a gas che elettrici.

Motivo per il quale, in occasione di una riunione delle parti interessate con i funzionari dell’UE fissata per il 30 novembre, CLASP chiederà una nuova etichetta energetica per confrontare l’efficienza dei piani cottura a gas ed elettrici e per evidenziare i livelli di inquinamento.

Facilitando la transizione alla cucina elettrica, possiamo aprire la strada a famiglie più sane, sicure e sostenibili” ha affermato Nicole Kearney, Direttore CLASP Europa.