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Lo chef Antonello Colonna contro il fisico Giorgio Parisi: “La pasta cotta a fuoco spento viene gommosa”

Lo chef Antonello Colonna contro il fisico Giorgio Parisi:

Lo chef Colonna contro il fisico Parisi: “Meglio la cottura a freddo”. Intanto, sempre più cittadini italiani stanno provando l’innovativo metodo di preparazione di fusilli, rigatoni e spaghetti.

Lo chef Antonello Colonna boccia la proposta del “Premio Nobel per la Fisica 2021” Giorgio Parisi dopo la pubblicazione di un post sulla preparazione della pasta a fuoco spento. “Credo che Parisi non sia un goliardico della cucina. Questa soluzione nei ristoranti di alto livello non può andare, perché se cotta così la pasta assume una texture gommosa. Me lo ricordo bene quando a casa dei miei genitori la bombola del gas si spegneva proprio mentre gli spaghetti erano in cottura. E quando accadeva erano guai, perché la consistenza del prodotto era ormai compromessa“, ha spiegato in un’intervista al quotidiano “Repubblica” il ristoratore.

Secondo lo chef, la cottura a fuoco spento fa diventare fusilli, gnocchi e rigatoni gommosi. Proprio per questo Antonello Colonna preferisce il metodo della cottura a freddo: “Si prende una pentola, per ogni etto di pasta si mette un litro d’acqua, poi si mette sul fuoco. Man mano che l’acqua si scalda, con un mestolo si toglie“. Una volta esaurito tutto l’oro blu, il piatto italiano per eccellenza è pronto.

Cottura della pasta a fuoco spento, Alessandro Capriccioli (+Europa): “Ho provato il “metodo Parisi”, la pasta viene perfetta”

Sono sempre di più i cittadini italiani che stanno sperimentando la preparazione della pasta a gas spento. L’ultimo ad avere provato il metodo di cottura passiva è stato Alessandro Capriccioli, Consigliere della Regione Lazio di +Europa.

Ho voluto provare quella che negli ultimi giorni è assurta agli onori della cronaca come “cottura della pasta alla Giorgio Parisi”. (…) Il risultato dell’esperimento, cioè le linguine al pesto, è stato perfetto. Non accettabile, non buono, non ottimo. Perfetto“, ha scritto in un lungo post l’esponente politico.

Che poi ha concluso: “Considerando che siamo nel pieno di una spaventosa (e dolorosissima) crisi energetica; che in Italia consumiamo circa 23,5 kg di pasta pro capite all’anno; che tale quantità corrisponde a una cosa come 1.399.425.000 kg di pasta all’anno; che in media da un kg si ricavano circa 10 piatti di pasta (ho detto in media: c’è chi si strafoga, ma anche chi non supera mai i 70 grammi); che quanto sopra ci conduce alla cifra vertiginosa di quasi 14 miliardi di piatto di pasta l’anno; che secondo quanto ho letto in giro per cucinare un piatto di pasta occorrono circa 0,04 metri cubi di gas; che, prendendo per buono il dato precedente, per cucinare 14 miliardi di piatti di pasta occorrono circa 560 milioni di metri cubi di gas; che il “metodo Parisi”, a occhio, dimezza la quantità di gas necessaria per cuocere la pasta; considerato quanto in premessa, si deduce che se tutti impiegassimo il “metodo Parisi” potremmo abbattere il fabbisogno di gas del Paese di circa 2/300 milioni di metri cubi l’anno: e comunque, volendo generalizzare rispetto all’incertezza delle premesse su cui sono fondati questi calcoli sommari, potremmo risparmiare davvero un sacco di gas“.

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