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CUBA PRESENTA ALL’ONU UNA RISOLUZIONE PER PORRE FINE ALL’EMBARGO

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Cuba embargo. Sarà votato il prossimo 31 ottobre dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il progetto cubano di risoluzione annuale per chiedere la fine dell’embargo statunitense.

Da oltre 55 anni, gli Stati Uniti mantengono contro l’isola cubana il più lungo blocco finanziario, economico e commerciale della storia,  che ha colpito anche i servizi base come la salute, l’educazione, la tecnologia ed il turismo.

“Il blocco è una politica ingiusta e illegale che viola le leggi internazionali e le regole del commercio internazionale” – ha  detto l’Ambasciatore cubano presso le Nazioni Unite, Anayansi Rodrìguez, nel suo discorso in occasione dell’inaugurazione di una mostra organizzata dal suo paese presso la sede dell’Organizzazione.

Incoraggiando poi tutti i rappresentanti nazionali presenti a sostenere la bozza di risoluzione davanti all’Assemblea Generale.

Il 17 dicembre 2014, il presidente statunitense Barack Obama annunciò l’intenzione di porre fine all’embargo.

Ma per essere effettivamente rimosso, sarebbe stato necessario il voto favorevole del congresso americano, controllato dal Partito Repubblicano, che era contrario.

Con la fine della presidenza Obama, Donald Trump ha rinnovato l’embargo fino a che non ci saranno libere elezioni nell’isola.

Il blocco totale contro Cuba fu concretizzato dagli Stati Uniti il ​​7 febbraio 1962.

Da allora, l’economia e la vita sociale della piccola isola è stata gravemente colpita.

L’embargo infatti, impedì a Cuba di acquistare carburante, cibo ed attrezzature industriali nel mercato internazionale, colpendo anche il trasporto, i consumi domestici e molti altri aspetti della vita di tutti i giorni.

Ma la limitazione più pesante di questo blocco è stato il divieto di acquistare medicine e accessori medici in generale.

Un limite, che ha influito in modo significativo sui servizi sanitari e sulla vita di bambini e adulti.

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