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Crisi di governo, Sanza: “Il centro è vitale per la nuova maggioranza”

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“Le vicende politiche tra le forze che sostenevano il governo Conte bis si erano così malevolmente incrociate e intrecciate che andava fatta chiarezza”, intervista ad Angelo Sanza, vicepresidente di Centro Democratico, a cura di Alessandro Di Liegro.

Una maggioranza equilibrata al centro sarebbe più positiva per diventare più credibili verso quell’Europa che deve fornire i mezzi necessari per risolvere i problemi sul tappeto nel nostro paese. Angelo Sanza è vicepresidente di Centro Democratico, il partito guidato da Bruno Tabacci, balzato agli onori delle cronache per aver recentemente accolto tra le proprie fila Renata Polverini, oltre che per essere – secondo i boatos – tra i principali promoter di un futuro “partito di Conte” orientato al Centro.

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Una maggioranza alla “Ursula”, darebbe più credibilità all’Italia nel momento in cui devono partire i programmi del recovery fund”. Una crisi che “non ci voleva”, prosegue Sanza, ma che può essere utile per fare “chiarezza alla luce della grave situazione in cui si trova il Paese. Le vicende politiche tra le forze che sostenevano il governo Conte bis si erano così malevolmente incrociate e intrecciate che andava fatta chiarezza”.

Il riferimento, poco malcelato, è al leader di Italia Viva Matteo Renzi, “colpevole” di aver provocato una crisi più nella forma che nella sostanza, visto che il governo – de facto – la fiducia l’ha ottenuta.
“Renzi deve capire che gli interessi del Paese sono superiori agli interessi più stretti della sua componente. Conte deve capire che più è larga la maggioranza più è utile per il prosieguo della legislatura”, afferma Sanza.

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Ora le consultazioni e la doppia prospettiva: o Conte o voto. “La probabilità di un Conte ter può essere al 70/80%. Se non si fa il Conte ter è molto probabile che si vada su un piano inclinato verso le elezioni anticipate – prosegue l’ex sottosegretario – Vorremmo avere leader e programmi più coerenti e all’altezza della storia del Paese. Ma è questo lo scenario su cui dobbiamo ripiegare”.
E se questa crisi fosse la scintilla per far nascere un nuovo Partito di Conte? “Dipende da Conte. Nel momento in cui questa sua esperienza istituzionale dovesse venir meno deve decidere se continuare a fare politica. Noi siamo nati per offrire il nostro impegno alla politica e andremo avanti con o senza Conte”.

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