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Clima, la crisi spaventa gli europei ma non gli italiani: da noi preoccupano di più economia e Covid

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Clima, la crisi spaventa la maggior parte degli europei ma non gli italiani. I nostri connazionali sono preoccupati soprattutto per il Covid e per la crisi economica della pandemia. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Eurobarometro.

La crisi climatica viene avvertita come un pericolo in gran parte d’Europa, ma in Italia la percentuale di cittadini preoccupati per le conseguenze si riduce notevolmente rispetto al resto della Ue. Da noi, infatti, i principali elementi di preoccupazione sono il timore per il Covid e la situazione di incertezza della crisi economica generata dalla pandemia. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Eurobarometro su temi come clima, ambiente ed energia.

I dati parlano chiaro. Il cambiamento climatico è la principale emergenza del Pianeta solo per il 7% degli italiani, contro una media del 18% nell’area Ue. Nel 2019, il clima era considerata la seconda maggiore emergenza planetaria, mentre ora si posiziona al quarto posto, dietro a malattie infettive, economia e fame nel mondo. La crisi climatica, comunque, non viene sottovalutata in Italia: l’84% dei nostri connazionali intervistati, infatti, lo considera un problema serio, e la percentuale supera in questo caso la media Ue, pari al 78%.

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Quando si parla però di responsabilità di fronte alla crisi climatica, i dati differiscono rispetto al resto d’Europa. Per il 63% degli italiani intervistati la responsabilità maggiore è dei singoli governi nazionali (dato pari alla media Ue) e in secondo luogo dell’Ue (56%, contro una media Ue del 57%), mentre meno di tre intervistati su dieci affermano di essere personalmente responsabili del cambiamento climatico (28%, contro una media Ue del 41%).

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Anche per quanto riguarda le azioni intraprese per mitigare la crisi climatica, l’Italia appare dietro rispetto al resto dell’Ue. Solo il 48% degli italiani intervistati ha affermato di aver adottato misure per combattere il cambiamento climatico negli ultimi sei mesi, a fronte di una media Ue pari al 64%.

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Ad ogni modo, le azioni intraprese differiscono notevolmente tra loro e questo si riflette anche nei dati. Il 74% degli italiani intervistati ha spiegato di differenziare regolarmente i rifiuti, mentre l’80% circa è consapevole del fatto che i danni causati dal cambiamento climatico sia molto più alto degli investimenti necessari per una transizione verde. Il dato più sorprendente, in positivo, riguarda la fiducia nelle auto elettriche: gli italiani intenzionati ad acquistare un mezzo di trasporto meno inquinante sono il doppio della media Ue. Più o meno in linea con le media europea, invece, la percentuale di italiani che credono fermamente nella necessità di ridurre le emissioni di gas serra per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 (89%, media Ue pari al 90%) e nella necessità di destinare la maggior parte dei fondi del Pnrr alla green economy (78%, media Ue pari al 75%).

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