CRIPTOVALUTE, BITCOIN, BITFLYER E ANTIRICICLAGGIO, SI MUOVE LA UE

Cirptovalute. Bitcoin, tra cadute e imperiale risalite, cresce ogni giorno a dismisura. E lo sa bene la Commissione Europea che ieri ha sollecitato i Paesi dell’Unione ad inserire al più presto le nuove misure anti riciclaggio di denaro sporco nella propria legislazione, al momento in attesa di approvazione definitiva.

Il fenomeno Bitcoin fa strage di cuori in tutto il mondo. Un po’ meno in Europa dove resta ancora poco diffuso, anche se le previsioni sono tutte in rialzo. “Vogliamo assolutamente che l’Europa abbracci le opportunità della blockchain, tecnologia base delle criptovalute” ha dichiarato il vicepresidente dell’esecutivo comunitario, Valdis Dombrovskis, a dimostrazione di un’apertura dei Ventotto al criptomondo, ma con le giuste precauzioni. “Detto ciò – ha aggiunto – per farlo rimanere vigili e impedire che le stesse criptovalute diventino uno strumento di comportamento illegale”. E per non correre rischi, l’UE ha fissato tutti i tempi. Dall’approvazione definitiva, ogni Paese europeo avrà 18 mesi per incorporare la direttiva nella propria legislazione.

Ma il criptomondo può essere davvero così pericoloso?

Non ne è così convinto il premio Nobel Joseph Stiglitz, secondo cui “quando verrà regolamentato per ostacolare il riciclaggio di denaro, il bitcoin non verrà più richiesta”. Eppure Bitcoin insieme alle altre criptovalute sul mercato è un forte strumento del mondo finanziario che, senza le giuste attenzioni, potrebbe finire nelle mani della criminalità organizzata data l’assenza di un controllo centrale nella rete virtuale Blockchain. La scarsa preoccupazione di Stiglitz potrebbe derivare proprio dall’ancora limitata diffusione delle criptomonete sul territorio europeo, che per ora copre solo il 5% della concentrazione mondiale.

Una previsione difficile su cui il vicepresidente Dombrovskis vuole poterci dormire su, invitando le autorità di vigilanza ad aggiornare il proprio sistema di monitoraggio sulle transazioni e di avvertimento dei rischi. Non solo, a breve tutti i maggiori rappresentanti della finanza mondiale, banche centrali, autorità di vigilanza, governi e investitori istituzionali saranno riuniti per valutare la questione ormai all’ordine del giorno.

Valutazioni che intanto Francia e Germania hanno comunicato di voler portare di fronte al G20. Parigi corre con i paraocchi verso una regolamentazione della valuta digitale, Berlino ha ancora qualche dubbio. Nel frattempo, il Lussemburgo ha aperto le porte europee alla giapponese regina del trading BitFlyer, lanciando ufficialmente la prima Borsa del bitcoin regolamentata prima in Giappone e Stati Uniti e ora anche Europa.

Percorso autonomo per l’Estonia, dove si continua a parlare del lancio della criptomoneta nazionale Estcoin, legata all’euro e perfettamente plasmata sui principi della Banca Centrale Europea, da quanto ha affermato il suo creatore Kaspar Korjus. Un progetto però che al momento resta in cantiere e se andasse in porto sarebbe accessibile solo per i possessori di residenza elettronica estone.

Insomma, le criptovalute si muovono senza preannunci. E senza padrone, dettano le nuove regole della finanza.

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