Cozze greche contaminate in Italia, rischio epatite A

Cozze contaminate dal virus dell’epatite A, provenienti dalla Grecia e arrivati sul mercato Italiano. L’Italia ne ha dato comunicazione al Sistema di allerta alimentare dell’Ue, il Rasff, lo scorso 23 maggio. Il prodotto non dovrebbe più trovarsi sul mercato italiano. Invito a non consumare i molluschi crudi. Ecco i sintomi dell’ infezione da epatite A.

Cozze vive di origine greca e contaminate dal virus dell’epatite A e immesse sul mercato italiano. A denunciarlo è stata l’Italia con una comunicazione alle autorità sanitarie dell’Unione Europea, tramite il Rasff, Il Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed, da cui l’acronimo RASFF), un network tra le autorità sanitarie dei paesi membri dell’Unione Europea, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e la Commissione Europea.

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I lotti delle cozze contaminate non sono stati comunicati, ma alla data della notifica, il 23 maggio 2018, il prodotto si riteneva “presumibilmente” non più presente sul mercato. L’allerta è stata attivata a seguito esito delle indagini su una campionatura eseguita l’8 maggio.

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Il Rasff ha invitato tutti a prestare la massima attenzione e a non consumare le cozze vive provenienti dalla Grecia, senza prima sottoporle al controllo dal Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl locale.
Le cozze sono organismi “filtratori”, cioè filtrano tutto ciò che è contenuto nei mari nei quali vivono. Di conseguenza, se provengono da acque non perfettamente pulite, possono essere fonte di contaminazione batterica. Per questo motivo sarebbe sempre meglio evitare di mangiarle crude. Solo con l’abbattimento e la cottura i batteri vengono inibiti e si evitano spiacevoli disturbi intestinali.

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I primi sintomi di un’infezione da epatite A sono stanchezza, inappetenza, febbre e nausea. Dopo qualche giorno compare l‘ittero, un colorito giallognolo della pelle, delle mucose e delle sclere degli occhi: tutto ciò è causato da una elevata concentrazione della bilirubina nel sangue ed è sintomo di una diminuita funzionalità del fegato.

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