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Covid, leonessa morta in uno zoo: altri otto felini contagiati. Bonelli e Brambilla: “Basta animali in cattività”

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Covid, una leonessa contagiata è morta mentre altri otto felini, ospiti dello stesso zoo, sono risultati positivi. Il caso diventa internazionale e due politici ambientalisti come Angelo Bonelli e Michela Vittoria Brambilla usano parole dure sull’accaduto.

Covid, il dramma della variante indiana non colpisce solo l’uomo. La mutazione che ha reso il virus più contagioso e ha causato una emergenza drammatica e senza precedenti ha colpito anche gli animali e la storia di Neela, una leonessa di nove anni, lo dimostra. L’animale era ospite dell’Arignar Anna Zoological Park di Chennai, nello stato del Tamil Nadu, dove altri otto leoni sono risultati positivi. La scoperta della positività era avvenuta la scorsa settimana, dopo che gli addetti avevano notato i leoni insolitamente senza appetito, con sintomi quali tosse e starnuti.

 

Lo zoo in questione è chiuso al pubblico dal 20 aprile scorso, a causa dell’emergenza sanitaria in India. Neela inizialmente era asintomatica ma è morta improvvisamente giovedì scorso, mentre i veterinari monitorano gli altri otto leoni risultati positivi, con particolare attenzione a due esemplari più anziani, di 19 e 23 anni. Lo zoo ha fatto sapere di aver rispettato tutti i protocolli di sicurezza: lo staff interamente vaccinato e testato regolarmente, con tute protettive per chi è a stretto contatto con gli animali e cibo trattato con raggi ultravioletti. La notizia è riportata da media locali come Outlook India, ma anche dall’AdnKronos.

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Secondo vari studi, gli animali non sarebbero in grado di trasmettere il SARS-CoV-2 all’uomo. Alcuni di loro, tra cui i felini, sarebbero però particolarmente suscettibili al virus e possono essere contagiati direttamente dagli esseri umani. Si tratta però di teorie non ancora confermate e che dividono la comunità scientifica, come spiegheremo a breve. Quanto accaduto alla leonessa Neela ha fatto rapidamente il giro del mondo e gli animalisti protestano contro gli animali in cattività. Ci sono anche esponenti politici italiani, molto attenti alla questione animalista, a lanciare l’allarme.

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Angelo Bonelli, ad esempio, chiede un giro di vite sulla cattività imposta a specie selvatiche. “Ci sono casi di contagio negli animali in cattività in tutto il mondo, che sono stati sottovalutati. Gli zoo sono ambienti artificiali, in cui si pone il problema del salto di equilibrio ambientale” – spiega il coordinatore nazionale dei Verdi – “Non dobbiamo mai dimenticare che le grandi pandemie derivano dal salto di specie e traggono origini dallo squilibrio ambientale, come è avvenuto nel Sud-Est asiatico a causa del virus Nipah, diffuso a partire dalla deforestazione che ha fatto spostare i topi volanti dal loro ambiente naturale ai villaggi rurali“. Bonelli lancia poi un monito: “Non possiamo non considerare il rapporto dell’equilibrio tra uomo e ambiente. Nell’area brasiliana dell’Amazzonia, con la deforestazione, ci sono 227 ceppi di nuovi virus, di cui 27 potenzialmente pandemici“.

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Dello stesso avviso anche Michela Vittoria Brambilla. “Con lo zoo chiuso da un mese e mezzo, il contagio nei leoni sicuramente è avvenuto a causa del contatto tra lo staff e gli animali. Ci sono specie già costrette alla cattività che devono anche subire le conseguenze di malattie diffuse dall’uomo” – spiega la deputata animalista di Forza Italia – “La pandemia ha dimostrato ancora una volta la problematica convivenza tra specie selvatiche e l’uomo, che ha invaso e distrutto i loro habitat o li usa per i propri scopi. Dovremmo imparare la lezione e lasciare gli animali nel loro ambiente, a cominciare dai visoni e da altri animali sfruttati e uccisi per le loro pellicce“.

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Sui casi di contagio di SARS-CoV-2 tra animali e uomo, la scienza appare piuttosto divisa dall’inizio delle pandemia. Una sola cosa sembra certa: gli animali non possono trasmettere il virus agli esseri umani. Il fenomeno opposto, invece, divide gli esperti, come dimostrano anche alcune dichiarazioni riportate dall’AdnKronos. Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, si è detta scettica sulla notizia: “Non è ancora verificato e non sono dimostrati contagi tra uomo e animali e viceversa“. Roberto Cauda, infettivologo del Gemelli di Roma, ha invece dichiarato: “Negli animali ci può essere il contagio con gli uomini, soprattutto tra i felini. Finora tutti i casi accertati tra i felini riguardavano forme mai gravi, questa nuova vicenda va approfondita per uno studio più completo sulla variante indiana“.

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