Dopo l’annuncio della scoperta, il mondo scientifico si chiede se davvero Delta e Omicron si sono fuse in una nuova variante.

La variante Deltacron divide il mondo scientifico. Dopo l’annuncio proveniente da Cipro, che aveva lanciato l’allarme su una ‘fusione’ delle due varianti Delta e Omicron, in molti stanno dubitando della sua reale esistenza. Il sospetto, infatti, è che possa trattarsi di un errore avvenuto in laboratorio, durante l’analisi delle varie sequenze del virus che causa il Covid. Ne è abbastanza convinto Marco Gerdol, ricercatore dell’Università di Trieste: “Una variante ibrida tra Delta e Omicron è possibile, era già avvenuto qualcosa del genere tra Alfa e Delta. Nel caso specifico, però, si tratta con ogni probabilità di un artefatto“.

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Come riporta Il Messaggero, però, i ricercatori ciprioti difendono la correttezza dei loro dati. “I genomi sono stati analizzati in diverse procedure e in più di un Paese, abbiamo riscontrato almeno una sequenza proveniente da Israele con le stesse caratteristiche di Deltacron“, spiega Leonidos Kostrikis, capo del laboratorio di Biotecnologie e Virologia molecolare dell’Università di Cipro. Le spiegazioni non convincono però del tutto i ricercatori e lo stesso Marco Gerdol spiega: “Solo il 30% delle sequenze che sembrano ibride lo sono realmente, il più delle volte si tratta di semplici ma frequenti errori di sequenziamento“.

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Il ricercatore di Trieste invita quindi a non farsi prendere dal panico: “Al momento non c’è preoccupazione e, se davvero ci fosse una ricombinazione tra Delta e Omicron, non c’è nessun motivo di ritenere a priori che la nuova ipotetica variante debba prendere il ‘peggio’ delle due, cioè la maggiore virulenza di Delta e la più alta trasmissibilità di Omicron“.

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