AttualitàSalute

Covid-19, le scuole alla prova del servizio mensa. I rischi del lunch box

Condividi

Covid-19. La scuola è ricominciata e gli Istituti scolastici si preparano ad affrontare una delle grandi sfide: quella della mensa scolastica. Ogni Istituto adotterà una soluzione diversa per rispettare il distanziamento anti-contagio, sanificando dopo ogni pasto.

Non sono escluse però alcune criticità, in particolare sulla qualità e sulla ricchezza nutrizionale del pasto se per problemi di spazio e per rispettare le misure di sicurezza si dovrà ricorrere a lunch box o pasti sigillati – spiega in un’intervista all’ANSA Giuseppe Morino, responsabile di educazione alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – ma con opportune accortezze non dovrebbero esserci problemi.

Sostenibilità, niente più buste di plastica nelle scatole di mattoncini Lego

“Dove ci sono locali per la refezione sufficienti a rispettare le misure di sicurezza e distanziamento – sottolinea Morino – potrebbe non cambiare molto nel nuovo anno scolastico appena avviato. Anche l’idea del vassoio personalizzato con la quantità di cibo già sporzionata può non essere in sé negativa, continua, se porta al consumo dell’intero pasto piuttosto che a fare il bis di una singola pietanza”.

Negli Istituti in cui non sarà possibile offrire il servizio mensa tradizionale e si dovesse optare per il lunch box, si potrebbe andare incontro – in funzione di tempi e modi di preparazione – ad una perdita sia dal punto di vista nutrizionale del pasto sia nella scelta degli alimenti e nella percezione del pasto da parte dei bambini.
Come spiega all’ANSA, la direttrice dell’Osservtorio mense scolastiche Foodinsider.it, Claudia Paltrinieri, il rischio del lunch box è che il pasto diventi poco appetibile e non salutare, con piatti facili, cibi stracotti e un menù poco sano e vario.

Coronavirus, anche con la pandemia l’emergenza climatica non si è fermata

Non va escluso poi che nel caso in cui l’Istituto scolastico opti per il lunch box, i genitori potrebbero scegliere di non usufruire del servizio mensa per far portare ai propri figli un pasto da casa.

E questo – sottolinea Paltrinieri – mina uno dei fondamenti della mensa che deve restare uno strumento di politica sociale, “considerando che il pranzo a scuola per alcuni bambini sarà l’unico vero pasto della giornata, visto l’incremento di famiglie indigenti nel nostro Paese”.

“Ma anche nel caso del lunch box – precisa Morino – le criticità sono evitabili con opportune accortezze, ad esempio il mantenimento stringente delle catene di caldo e freddo e il minimizzare il tempo che intercorre tra preparazione e distribuzione del pasto a tavola. Va però scoraggiato il lunch box domestico”.

Prorogate al 7 ottobre le misure anti Covid, ok a ricongiungimento internazionale

A tutto questo va aggiunto l’enorme rischio a cui l’ambiente va incontro.

Per evitare il più possibile il contagio, tornano posate e piatti monouso.

Addio anche alla caraffa dell’acqua che – senza un sistema alternativo come la borraccia – sarà sostituito dalle bottigliette di plastica.

 

(Visited 22 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago