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Il caso accertato in Thailandia.

Covid, c’è il primo caso accertato di trasmissione del virus da un gatto all’uomo. È accaduto in Thailandia, dove un felino domestico di una famiglia infetta ha contagiato, starnutendo, una veterinaria. La prova è arrivata grazie a uno studio di ricercatori thailandesi, pubblicato anche su Nature. Gli esperti, però, spiegano che si tratta di un caso rarissimo in natura, perché varie ricerche hanno dimostrato che i gatti infetti liberano poco virus e per un tempo ridotto.

Covid, contagio dal gatto all’uomo

La scoperta del contagio dal gatto è avvenuta in maniera quasi casuale. La famiglia proprietaria del felino, nell’agosto dello scorso anno, era risultata positiva al Covid e anche il gatto era stato sottoposto a un tampone. La veterinaria, che indossava guanti e mascherina ma non una visiera protettiva per gli occhi, è stata colpita dallo starnuto del gatto. Tre giorni dopo, i primi sintomi e la positività accertata, senza che nessuno dei contatti stretti avesse sviluppato il Covid. L’ipotesi che a contagiarla fosse stato il gatto è stata confermata poi da analisi più approfondite in laboratorio: sia il gatto che la veterinaria avevano la stessa variante, con sequenze identiche.

Fabrizio Pregliasco: “Niente allarmismo”

Evitiamo l’allarmismo, è stato un episodio veramente molto particolare, per non dire eccezionale“. Così il professor Fabrizio Pregliasco, all’Adnkronos Salute, sul primo caso documentato di trasmissione del Covid dal gatto all’uomo.
Quella che si è verificata è una circostanza veramente particolare” – spiega il virologo della Statale di Milano – “In passato ci sono stati casi al contrario, cioè di persone che hanno infettato i propri animali domestici, gatti o cani. Ma anche in questo caso si tratta davvero di dati numericamente irrisori“.

Ilaria Capua: “Tipico reverse spillover”

Non c’è da preoccuparsi, è altamente improbabile che vi prenderete il Covid-19 dal gatto di casa“. Così la professoressa Ilaria Capua, in un’intervista al Corriere della Sera, rassicura tutti.
Quel caso è stato un tipico ‘reverse spillover’: il gatto ha preso il virus dai padroni e lo ha ritrasmesso con uno starnuto. Che i gatti potessero infettarsi lo sapevamo, anche i grossi felini hanno preso il virus. Se un felino si infetta e c’è intensa replicazione virale, è possibile contagiarsi, specialmente se si è a stretto contatto” – spiega Ilaria Capua – “Questo virus non infetta solo l’uomo, ma circa 50 specie animali, anche se in quasi tutti i casi è autolimitante e l’animale non è un amplificatore. Il problema non è il gatto, ma la forte circolazione del virus, che se si endemizza in una popolazione di animali, a quel punto si potrebbero selezionare virus antigenicamente diversi. Non sappiamo come potrebbero tornare indietro, potrebbero anche essere più aggressivi“.

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