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Cade anche uno degli ultimi pilastri della politica zero Covid. Ma intanto, i timori in Europa sembrano riportare a tre anni fa.

In Cina cade anche uno degli ultimi pilastri della politica dello zero Covid. Pechino, infatti, ha abolito l’obbligo di quarantena per i cittadini stranieri che entrano nel Paese, nonostante la nuova ondata di contagi delle ultime settimane. Intanto, però, i timori in Europa sembrano riportare a tre anni fa, quando la Cina aveva appena annunciato al mondo di aver scoperto il SARS-CoV-2.

La Germania: “Evitare viaggi non essenziali”

La Germania ha invitato i propri cittadini ad evitare i viaggi non essenziali in Cina. Un po’ come fatto da tutti i Paesi europei nel gennaio del 2020. Il Ministero degli Esteri di Berlino ha spiegato: “Sconsigliamo i viaggini non essenziali, a causa di un picco di infezioni da Covid e di un sistema sanitario oberato“.

Cirielli: “Niente isterisimi sulla Cina”

Sembra di rivivere il passato anche per quanto riguarda la posizione dell’Italia nei riguardi della Cina. Nel gennaio 2020 si invitava alla prudenza ma senza farsi prendere dal panico. Ed oggi Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri, ha spiegato: “La Cina continua a non essere aperta come dovrebbe a un confronto sui dati della pandemia. Questo giustifica un atteggiamento prudente, ma senza farsi prendere da isterismi verso chi arriva da quel Paese. Il ministro degli Esteri di Pechino può stare tranquillo: l’Italia è una nazione amica della Cina, che però segue una propria linea di gestione della sicurezza sanitaria“.

Vaia: “Italia ben protetta”

Edmondo Cirielli ha anche ringraziato il professor Francesco Vaia, che aveva chiesto un intervento incisivo dell’Oms per avere trasparenza sui dati dell’ondata in Cina. Il direttore generale dello Spallanzani di Roma ha fatto il punto sui possibili rischi innescati dall’ondata in Cina, subito dopo l’allentamento delle restrizioni: “Ci deve preoccupare il giusto, nei passeggeri cinesi abbiamo trovato varianti e sottovarianti presenti da tempo anche in Italia. I vaccini e l’immunità ibrida (immunizzazione e contagio) le coprono ampiamente, il nostro Paese per ora è molto ben protetto“.
Il professor Vaia ha poi parlato delle richieste di incisività all’Oms, motivandole. “Abbiamo bisogno di maggior trasparenza, andare oltre la visione del cortile, non ci si salva da soli. Se vaccino il mio Paese e poi faccio entrare tutte le persone sintomatiche, non faccio un buon lavoro” – ha spiegato il direttore dello Spallanzani – “C’è chi ha criticato la scelta italiana, ma tutti gli altri Paesi europei ci hanno seguito. L’Oms dovrebbe mandare un trust in Cina, un gruppo di scienziati internazionali che vedano come vanno davvero le cose“.