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Coronavirus, rinviata al 2021 la conferenza sul clima Cop26

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La conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici Cop26 è stata rinviata al 2021 a causa dell’emergenza coronavirus. Si sarebbe dovuta svolgere dal 9 al 20 novembre a Glasgow. Rinviato anche il precop previsto dal 2 al 4 ottobre a Milano. 

Secondo sky.com la conferenza sul clima Cop26 è stata ufficialmente rimandata al 2021 a seguito di una decisione delle l’ufficio delle Nazioni Unite per il clima (UNFCCC) ma al momento non è stata fornita nessuna data specifica.

Si sarebbe dovuta svolgere dal 9 al 20 novembre a Glasgow in Scozia. Un ministro coinvolto nei preparativi ha dichiarato a Sky News: “Anche se le restrizioni per il COVID-19 fossero state revocate entro novembre, si tratta di una negoziazione internazionale e se nessuna delle riunioni preparatorie può andare avanti, è inutile proseguire”.

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Pubblicato da Sergio Costa su Mercoledì 1 aprile 2020

Dal rinvio inevitabile delle Olimpiadi di Tokyo al Vinitaly passando per la maratona di Roma ed il Louvre al Colosseo. Sono decine di migliaia gli eventi annullati o rinviati in tutto il mondo a causa dell’emergenza Coronavirus.

A questi, purtroppo, si aggiunge anche la COP26, la Conferenza sul Clima fissata a novembre a Glasgow, in Scozia.

Un appuntamento cruciale per lanciare, a livello operativo, l’accordo di Parigi. Con il rinvio della Cop26, inevitabilmente saranno cancellati i lavori preliminari di giugno a Bonn e di ottobre a Milano (PreCop). Stessa sorte anche per la COP15 di ottobre a Kumming, in Cina.

L’obiettivo dei governi deve essere ora come ora quello di prendersi cura dei propri cittadini, di stabilizzare la situazione e ricostruire, e tutto questo deve essere fatto in modo da creare un mondo più giusto e attento alla tutela del clima, perché la salute ambientale e il nostro benessere dipendono l’una dall’altro“. Così Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International, commentando il rinvio della COP26.

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Un summit fondamentale sulla biodiversità che ha l’obiettivo di firmare definitivamente un accordo globale per proteggere piante ed animali dalla distruzione.

Insomma, il 2020 da anno cruciale per le sorti dei cambiamenti climatici rischia di essere un anno ‘perso’ in termini di azioni concrete.

Questo però non vuol dire che non si stia facendo nulla in termini ambientali e ce lo confermano le parole del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nel corso di ‘Conversazione sul futuro’ la conferenza conversazione in corso con i giornalisti specializzati nel settore ambientale :

Per poter arrivare alla PreCop e poi alla Cop che sono previste ufficialmente a fine settembre a Milano ed a novembre a Glasgow, bisogna passare per una serie di obblighi preliminari – spiega Costa – penso ad esempio ai cosidetti organi sussidiari nella riunione di Bonn che si deve tenere almeno adesso a giugno, se non passi attraverso quello più i dialoghi di Berlino tra ministri non puoi fare tutti gli step successivi.

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“È ragionevole credere – aggiunge poi il Ministro dell’Ambiente – che dovendo considerare che è necessario assicurare la massima partecipazione planetaria (198 paesi sono quelli che firmano l’Accordo di Parigi) e non sapendo il Covid-19 come si svilupperà in alcuni continenti, si sta immaginando di far slittare gli organi sussidiari (400 persone) di Bonn tra agosto e ottobre di quest’anno, di mantenere via videocall (perché saremo una ventina di ministri) i dialoghi di Berlino e quindi ragionevolmente di spostare al 2021 la PreCop, la ‘Youth for climate, che sono collegate, sempre a Milano ovviamente e quindi la COP26 di Glasgow. È chiaro che se adesso ragioniamo di una data, io non ve la posso dare perché dobbiamo vedere come si sviluppa la vicenda. Non dipende solo dall’Italia”.

Il Ministro Costa spiega poi che se da una parte troviamo l’Italia che tra qualche settimana potrebbe ri-iniziare a riaprire, dall’altra ci sono Paesi che invece staranno affrontanto l’ondata d’urto, il picco del Covid.

“Detto questo – ha concluso il Ministro Costa – spostare non vuol dire abbassare l’ambizione o lasciare un po’ andare le cose perché quello che ci siamo detti con l’Ue, con la presidenza della Cop26, quindi l’Inghilterra, noi come Italia vogliamo mantenere alta l’ambizione passando proprio attraverso il percorso del green deal”.

 

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