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Covid-19, in arrivo il Reddito di Emergenza. Previsto per 3 milioni di persone

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Covid-19. “Stiamo valutando la platea e l’impatto. Il lavoro nero è una piaga, ma dobbiamo pensare a tutti”.  Con queste parole la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali ha annunciato una nuova misura che il governo sta preparando e che sarà inserita nel prossimo decreto aprile.

“C’è una parte di cittadini che in questo momento non ha alcun sostegno, dovrebbero essere circa 3 milioni. Stiamo valutando la platea e l’impatto – ha aggiunto la ministra – quindi per tutte queste persone che non hanno altri sostegni al reddito sarà previsto il reddito di emergenza, che le aiuterà in questo periodo anche di crisi economica“.

Si tratta di un nuovo reddito, chiamato reddito di emergenza, destinato a tutti i cittadini che in questo momento non hanno nessuna fonte di sostegno.

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Per la Ministra Catalfo “serviranno circa 3 miliardi. Comunque, sto facendo le stime esatte per quantificare la platea e, quindi, le risorse – ha detto – il reddito di cittadinanza è composto da due voci: 500 euro di reddito vero e proprio più altri 280 euro di contributo per la casa. Pensiamo, per il reddito di emergenza, a una cifra superiore alla prima voce”.

“Sono sicura – sottolinea Catalfo – che metteremo in campo una misura che avrà l’appoggio dell’intero governo. In una situazione di emergenza come questa è necessario aiutare tutte le famiglie in difficoltà”.

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E chi prende il reddito di cittadinanza?

Non cambierà nulla – assicura la Ministra – anzi, sto pensando a un ulteriore allargamento della platea dei beneficiari, allentando il criterio della proprietà della casa. Sarà un allargamento a tempo, anche per aiutare le imprese aumentando i consumi e la domanda aggregata”.

Il nuovo Reddito di emergenza è destinato a tutti i lavoratori che non sono coperti dagli ammortizzatori sociali e dagli attuali bonus previsti per far fronte all’emergenza Coronavirus: colf e badanti (che, in realtà, non si esclude possano invece rientrare già nel fondo di ultima istanza previsto dal Cura Italia) e altre tipologie di lavoratori autonomi non coperti dagli attuali indennizzi.

Compresi, a quanto sembra, anche coloro che lavorano in nero.

Quanto all’importo del reddito, dovrebbe essere analogo a quello previsto per gli altri autonomi professionisti, quindi 600 euro.

 

 

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