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Covid-19, per l’Oms un vaccino potrebbe arrivare entro il 2020

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Covid-19. Secondo le stime dell’Oms, un vaccino efficace contro il Covid-19 potrebbe essere trovato entro la fine dell’anno. Ad oggi, sono più di 92 i candidati vaccini in fase dei test pre-clinici su animali, mentre circa 40 sono già passati alla sperimentazione umana.

Di questi ultimi, sono 9 sono giunti alla fase 3 che prevede l’inoculazione a migliaia di volontari, mentre altri 3 hanno già ottenuto la successiva approvazione per un uso limitato.

Secondo gli esperti, un percorso accelerato per lo sviluppo di un vaccino candidato potrebbe arrivare sul mercato in 12-18 mesi dall’inizio della fase di ideazione.

Di seguito gli 11 vaccini in fase di sperimentazione avanzata secondo la mappa del New York Times:

  • STATI UNITI: la casa farmaceutica americana Moderna, con un finanziamento di quasi 1 miliardo di dollari da parte del governo Usa, ha sviluppato un vaccino basato ad mRNA che produce proteine virali nel corpo. Le ricerche – portate avanti in partenariato con i National Institutes of Health – hanno dimostrato che questo vaccino protegge le scimmie dal Coronavirus. Lo scorso 27 luglio questo vaccino ha iniziato la fase 3 coinvolgendo 30 mila persone in 89 luoghi diversi degli Stati Uniti. Questo ha spinto l’Amministrazione Trump a dare , l’11 agosto scorso, un ulteriore finanziamento di 1,5 miliardi di dollari in cambio di 100 milioni di dosi, se il vaccino risulterà sicuro ed efficace. In America però ci sono anche altri due candidati vaccini entrati nella fase 3 della sperimentazione: quello messo a punto dal Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston con Johnson&Johnson (un Adenovirus 26 sperimentato da settembre su 60 mila volontari per il quale il governo ha investito 456 milioni di dollari) e quello ottenuto da Novovax, Maryland, fissando le proteine in micro particelle (in via di sperimentazione nel Regno Unito da settembre, negli Usa da ottobre).

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  • GRAN BRETAGNA: La società britannico-svedese AstraZeneca in collaborazione con l’Università di Oxford ha sviluppato un vaccino basato sull’adenovirus dello scimpanze’, ChAdOx1, risultato protetto dopo i primi test. Lo scorso maggio, gli Stati Uniti hanno finanziato il progetto con 1,2 miliardi di dollari. Al momento è in corso la fase 2/3 in Gran Bretagna, India, Brasile e Sudafrica, mentre negli Stati Uniti procede la fase 3. Ad agosto, AstraZeneca  e Unione europea hanno firmato un accordo per la fornitura di 400 milioni di dosi se il vaccino risulterà sicuro ed efficace. La società ha assicurato di aver una capacità produttiva di 2 miliardi di dosi e in India il Serum Institute ha già lanciato la produzione di milioni di dosi da utilizzare nei test. AstraZeneca pensava di poter produrre dosi di emergenza già ad ottobre, ma a causa di una sindrome infiammatoria scatenata in un volontario dopo la vaccinazione, lo scorso 6 settembre sono stati interrotti i test globali. I trial in Gran Bretagna e Brasile sono ripresi il 12 settembre, mentre rimangono sospesi negli altri Paesi; l’Ema ha già avviato le procedure autorizzative per il vaccino.

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  • RUSSIA: l’Istituto di ricerca Gamaleya (collegato al ministero della Sanità russo), ha lanciato lo scorso giugno test clinici del vaccino Gam-Covid-Vac, una combinazione di due adenovirus, l’Ad5 e l’Ad26, entrambi generati da un gene del Covid-19. A sorpresa, l’11 agosto scorso il presidente Vladimir Putin ha annunciato l’approvazione dell’uso del vaccino, ribattezzato Sputnik V, ancora prima dell’inizio della fase 3. Sulla base di diversi avvertimenti di esperti scientifici, Mosca ha fatto passi indietro, indicando che l’approvazione era in realtà un “certificato a registrazione condizionata” all’esito positivo della fase successiva dei test clinici. Le fasi 1 e 2 hanno evidenziato che il candidato vaccino Sputnik ha prodotto anticorpi al coronavirus e lievi effetti collaterali. Nel frattempo la Russia ha negoziato accordi per fornire il vaccino ad alcuni Paesi tra cui Brasile e Messico.

 

  • AUSTRALIA: presso il Murdoch Children’s Research Institute (del magnate australiano Rupert Murdoch, naturalizzato americano) è in corso la fase 3 dei test che servirà a determinare se il vaccino anti tubercolosi del Bacillo Calmette Gue’rin (BCG), sviluppato all’inizio del secolo scorso, può offrire una protezione parziale contro il nuovo coronavirus.
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