AttualitàSalute

Covid-19, Italia sempre più arancione. Iss: “rischio epidemia incontrollata”

Condividi

Covid-19.  L’Italia diventa sempre più arancione. Cinque Regioni (Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana ed Umbria) dal prossimo 11 novembre passeranno da Fascia Gialla a Fascia Arancione.

La curva dei contagi però continua a preoccupare: la percentuale positivi/tamponi rimane sostanzialmente stabile, dal 17,06%  dell’8 novembre al 17,1 del 9 ma con 147.725 tamponi in meno e con un numero di decessi in crescita (356 rispetto ai 331 di domenica).

Si moltiplicano gli appelli ad una stretta maggiore.

L’invito al Governo arriva dalla Fondazione Gimbe, l’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi), la presidenza della Federazione degli ordini dei medici e dalle organizzazioni di infermieri regionali.

A livello nazionale l’indice di contagio Rt è pari a 1,7 e la maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario 3, anche se aumentano le Regioni e le Province autonome in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 e la situazione è ormai “complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio con criticità ormai evidenti in numerose aree”.

La Lombardia con 2.08 è la regione con l’Rt più alto, segue la Basilicata con 1.99, Piemonte con 1.97, Molise con 1.88. e Provincia autonoma di Bolzano 1.87.

Per il direttore del dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, che presenta il quadro di “una situazione epidemiologica da Covid-19 che continua a peggiorare con oltre 500 casi per 100mila abitanti e quasi tutte le regioni italiane pesantemente colpite ”, è essenziale “rafforzare le misure di mitigazione in tutte le Regioni/PA”.

Oramai tutte le Regioni/PA sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane.

A preoccupare di più sono le strutture sanitarie.

In un’analisi dei dati per il periodo 26/10-1/11 con aggiornamento al 9 novembre, emergono “forti criticità dei servizi territoriali ed il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA”.

Secondo l’analisi è più che necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

(Visited 20 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago