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Covid-19, come smaltire guanti e mascherine usati

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Covid-19. Migliaia di mascherine utilizzate per contrastare il diffondersi del Covid-19 da giorni galleggiano nelle acque e si depositano lungo le spiagge delle isole Sokos di Hong Kong. Si tratta di una nuova e pericolosissima trappola per la fauna marina e per gli uccelli, oltre che per la salute dell’uomo.

Per evitare che questo pericolosissimo fenomeno rischi di ripetersi in Italia e nel resto del mondo, dobbiamo seguire le disposizioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

All’origine di tutto c’è ovviamente il buonsenso e l’educazione di noi cittadini.

Le mascherine usate non vanno assolutamente disperse nell’ambiente.

Lo scorso 31 marzo, l’ISS ha predisposto delle linee specifiche per gli operatori e le aziende che vengono a raccogliere i rifiuti a casa delle persone malate.

Nei prossimi giorni inoltre, sarà diffuso e un vero e proprio decalogo per gli operatori.

“Mascherine e guanti devono essere smaltiti nell’indifferenziata e, ove possibile, questo tipo di rifiuto deve andare all’incenerimento – ha detto Federica Scaini del gruppo di lavoro Ambiente e Rifiuti dell’Istituto Superiore di Sanità – ci rendiamo conto che questo sistema non può essere applicato in tutta Italia, ogni Regione ha le sue regole, ma sarebbe meglio avvenisse con più copertura possibile. Questo tipo di procedura si applica ai rifiuti delle persone positive al Covid – 19 e anche a quelle che non lo sono ma che usano la mascherina, ad esempio, per andare al lavoro. I rifiuti ospedalieri infettivi seguono un altro iter che e’ quello regolato dalle leggi italiane e vanno ad incenerimento”.

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Perché smaltire le mascherine nell’indifferenziata?

“La ragione è molto semplice – ha spiegato la ricercatrice – se dovessimo ripartire i prodotti in base al materiale, dovremmo dire che i guanti vanno nella plastica. Ma c’e’ un problema di fondo e, cioè, che poi questi rifiuti verrebbero manipolati. Così, per evitare ulteriori diffusioni di virus si mette tutto nell’indifferenziato. E si hanno meno passaggi possibili“.

Quali sono le regole indicate ai cittadini dal gruppo di lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità per l’emergenza Covid-19:

  • nel caso di persone malate non differenziare i rifiuti a casa tua e usa due sacchetti, uno dentro l’altro all’interno del contenitore per l’indifferenziata, possibilmente a pedale;
  • tutti i rifiuti (vetro, plastica, umido ecc) vanno gettati nel contenitore della raccolta indifferenziata; fazzoletti, guanti, mascherine, vanno nel contenitore della raccolta indifferenziata;
  • con guanti monouso chiudi i sacchetti senza schiacciarli e usa dei lacci;
  • getta i guanti nei nuovi sacchetti preparati uno dentro l’altro per la raccolta indifferenziata e lavati le mani;
  • tieni lontano gli animali da compagnia dai locali,
  • fai smaltire i rifiuti come faresti ogni giorno con i sacchetti dell’indifferenziata

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Quanto agli ospedali, le mascherine usate seguono l’iter del trattamento dei rifiuti ospedalieri.

La gestione e lo smaltimento dei rifiuti sanitari in Italia è stato regolamentato dal DPR 254/03.

L‘operatore socio sanitario è responsabile in prima persona dei sacchi per i rifiuti e deve prepararli in modo corretto, predisporli nei luoghi giusti, verificarne il corretto utilizzo da parte degli altri operatori, raccoglierli seguendo le misure di sicurezza,  raggrupparli per il loro trasporto, segnalare eventuali anomalie.

Ogni operatore deve essere dotato dei necessari dispositivi di protezione individuale e seguire la procedura sulla gestione delle varie tipologie di rifiuto prodotto.

Ai sensi della legge, i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo vanno smaltiti in impianti di incenerimento di rifiuti urbani e in impianti di incenerimento di rifiuti speciali.

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Per assicurare una corretta gestione di questa tipologia di rifiuti, che rispetti i tempi e gli impianti a disposizione, Ministero dell’Ambiente, Ispra, Upi e Anci, hanno condiviso un documento che è stato tradotto in una circolare.

Al fine di venire incontro alle esigenze in relazione alla corretta gestione dei rifiuti, dal servizio di raccolta al trattamento e smaltimento finale, adottando allo stesso tempo misure supplementari per garantire elevati livelli di sicurezza per i lavoratori dello specifico settore, nonché della tutela della salute pubblica e dell’ambiente”.

Per superare il momento di criticità del sistema e consentire agli impianti la gestione di eventuali sovraccarichi, con il concreto rischio dell’interruzione del servizio – si legge nella circolare – “si ritiene che le Regioni possano far ricorso alle ordinanze adottate ai sensi dell’articolo 191 del d.lgs. n.152 del 2006, al fine di autorizzare gli impianti di incenerimento a raggiungere la capacità termica massima valutata in sede di autorizzazione”.

 

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