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Costa accoglie l’istanza di Greenpeace: ” Anche Italia coinvolta sui reattori nucleari francesi”

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Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il sottosegretario Roberto Morassut hanno inviato una nota a Parigi per chiedere che anche l’Italia sia coinvolta nella consultazione pubblica in Francia sul prolungamento dell’attività di 32 reattori nucleari per altri 10 anni. Alcune delle centrali non sono troppo lontane dal nostro Paese.

Il ministro dell’Ambiente italiano Sergio Costa e il sottosegretario Roberto Morassut hanno raccolto l’appello lanciato da Greenpeace Italia, inviando una nota al governo francese per permettere anche ai cittadini italiani di prendere parte alla consultazione pubblica, aperta dall’ASN, l’Autorità per la Sicurezza Nucleare francese,  lo scorso 3 dicembre. Oggetto del dibattito è il prolungamento per altri dieci anni dell’attività di 32 reattori nucleari presenti sul territorio transalpino. Si tratta di centrali particolarmente datate che entro il 2030 raggiungeranno i quaranta anni di operatività.

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Il tema dei reattori nucleari francesi non ci può essere completamente estraneo. Nonostante l’Italia abbia detto no al nucleare già nel 1987 e nel 2011 con 2 referendum popolari, è necessario prendere in considerazione la questione dal momento che l’inquinamento non conosce confini geopolitici.

Avviare una consultazione pubblica su un problema così delicato significa mettere in conto che anche il parere dei cittadini dei Paesi confinanti possa essere rilevante e pertinente. La convenzione di Espoo, adottata nel 1991, sancisce che i governi debbano garantire la possibilità anche ai cittadini degli Stati confinanti di partecipare ad una procedura di consultazione su progetti pubblici e privati che potrebbero avere un impatto ambientale transfrontaliero di un certo rilievo.

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Ciò può avvenire soprattutto nei casi come questo in cui quello che accade in uno Stato vicino può minacciare o ledere il senso di sicurezza degli abitanti dei paesi limitrofi, rendendo opportuno il loro intervento su un’iniziativa che sentono come potenzialmente dannosa. Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia ha affermato: “È piuttosto ovvio che cittadine e cittadini italiani siano parte interessata in questa consultazione pubblica. L’organizzazione ambientalista si augura che cittadine e cittadini italiani colgano rapidamente questa opportunità per far sentire la propria voce sull’ipotesi di estensione della licenza dei vecchi reattori nucleari operanti da ormai quaranta anni vicino ai nostri confini“.

Di Sara Fracassi

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