corte suprema usa limita poteri agenzia ambientale

Il regalo all’industria del fossile. L’Onu preoccupata: “Battuta d’arresto nella lotta al cambiamento climatico”.

La Corte Suprema degli Stati Uniti colpisce ancora. Dopo la controversa sentenza sull’aborto, questa volta i giudici hanno stabilito che vanno limitati i poteri dell’Environmental Protection Agency, l’agenzia ambientale federale. L’Epa è attiva nella riduzione delle emissioni di gas serra ma, secondo l’ultraconservatrice Corte Suprema, non può intervenire sulle centrali a carbone. La decisione è arrivata con sei voti contro tre.

Un duro colpo per le politiche ambientali del presidente Joe Biden, ed un nuovo regalo alle industrie del fossile. “Porre un tetto alle emissioni di CO2 ad un livello tale da costringere ad una transizione nazionale fuori dall’uso del carbone per generare elettricità può essere una soluzione sensibile alla crisi del giorno. Ma non è plausibile che il Congresso abbia dato all’Epa l’autorità di adottare questi schemi“, ha spiegato il giudice John Roberts nel parere di maggioranza, minimizzando la crisi climatica.

Diverso il parere della minoranza, firmato dalla giudice Elena Kagan: “Oggi la Corte priva l’Epa del potere conferito dal Congresso di rispondere alla più pressante sfida ambientale del nostro tempo“. I poteri erano stati concessi all’Epa sulla base del Clean Air Act, una legge approvata nel 1963 (e poi aggiornata nel 1967, 1970, 1977 e 1990).

Ancora una volta, grazie alle nomine di tre giudici voluti da Donald Trump poco prima della fine del suo mandato presidenziale, la Corte Suprema si schiera su posizioni fin troppo conservatrici (si pensi anche alla liberalizzazione del porto d’armi). L’ex presidente, tra l’altro, aveva fatto uscire gli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi sul clima. L’attuale presidente Joe Biden ha invece dichiarato: “La decisione della Corte Suprema rischia di danneggiare la capacità della nostra nazione di mantenere l’aria pulita e combattere il cambiamento climatico. Non possiamo ignorare la minaccia esistenziale posta dalla crisi climatica. La nostra lotta al cambiamento climatico deve andare avanti, e lo farà“.

 

La decisione della Corte Suprema Usa preoccupa anche l’Onu. “Una battuta d’arresto nella nostra lotta contro il cambiamento climatico, anche se non spetta a noi fare commenti legali sulle decisioni giudiziarie dei singoli Stati membri” – spiegano le Nazioni Unite – “Decisioni del genere, in grandi economie che producono emissioni, rendono più difficile raggiungere gli obiettivi di Parigi. Un’emergenza globale come il cambiamento climatico richiede una risposta globale e le azioni di una singola nazione non dovrebbero e non possono decidere le sorti sul raggiungimento degli obiettivi“.

Articolo precedenteArriva il contest musicale per i brani sulla sostenibilità ambientale
Articolo successivoCibo, Andrea Segrè: “Un dovere non sprecare, un diritto alimentarsi modo adeguato”